Il Pri fuori dal Palazzo dopo un secolo, ed ora volano coltelli

Era successo cinque anni fa a Forlì. Ora tocca a Cesena. L'unica grande città romagnola che continua ad avere una rappresentanza del PRI in Consiglio comunale è a questo punto Ravenna. E a Cesena scatta ora la caccia a chi è l'artefice della "disfatta"

Il Partito Repubblicano Italiano è sicuramente la formazione politica più antica ancora presente sull'ultima scheda elettorale, una formazione che in Romagna ha mantenuto un suo glorioso bacino elettorale, ancora molto visibile e agguerrito, nonostante la “fine delle ideologie” e il bipolarismo sorto dalle ceneri dei partiti della Prima Repubblica spazzati via nei primi anni Novanta. A Cesena, per la prima volta non ci sarà più in Consiglio Comunale. Niente edera in Consiglio.

Era successo cinque anni fa a Forlì. Ora tocca a Cesena. L'unica grande città romagnola che continua ad avere una rappresentanza del PRI in Consiglio comunale è a questo punto Ravenna, con due consiglieri e il vicesindaco. Un consigliere repubblicano anche a Cesenatico. E a Cesena scatta ora la caccia a chi è l'artefice della “disfatta”. Nel Pri puntano il dito contro Luigi Di Placido, ex del PRI che con la sua formazione Liberaldemocratici avrebbe drenato voti all'Edera. Di Placido si è preso il 3% dei consensi, il Pri il 2,7%. Nel derby “interno” Di Placido ha vinto (grazie anche all'apporto di Progetto Liberale) ma entrambi i soggetti politici ora sono fuori dai giochi. Assieme, invece, avrebbero agguantato un consigliere.

A queste critiche risponde Di Placido: “Non abbiamo voglia di polemiche, perché pensiamo sia il momento della riflessione. A chi non sa fare di meglio che addossarci colpe, dimenticandosi maldestramente le proprie, diciamo solo che dopo aver sbagliato tutto il possibile, nonostante gli fosse stato previsto con largo anticipo il risultato di tali brillanti scelte, dovrebbe avere il buon gusto di fare autocritica e trarre le conseguenze di un fallimento così evidente. Per quanto riguarda noi, ripartiamo dai 1651 cittadini che ci hanno dato fiducia. È un patrimonio che non vogliamo disperdere, lo dobbiamo a noi stessi ma soprattutto a chi ha dimostrato di apprezzare le nostre idee e obiettivi. Per questo continueremo nel nostro percorso fatto di impegno, idee, passione. Saremo fuori dal Consiglio Comunale ma dentro la città, dimostrando che la politica si può fare in tanti modi, ma sempre per il bene di Cesena”.

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E ancora Di Placido: “Siamo un movimento nato da meno di un anno, vogliamo crescere ed aumentare la nostra capacità di essere interlocutori del dibattito politico cittadino. Ci struttureremo, pur rimanendo assolutamente snelli, e certamente cresceremo di numero, come è successo durante la recente campagna elettorale. Dalle sconfitte si riparte migliorando, e noi così faremo. Siamo ancora convinti di aver sollevato questioni importanti per la città e il territorio, e per questo motivo non possiamo pensare di lasciarli perdere. Lavoro, aiuto alle imprese, tassazione locale, semplificazione burocratica, controllo dei costi, sicurezza, nuovo welfare, binomio cultura-turismo, attenzione alle società partecipate: abbiamo cose da dire e le diremo. I nostri 1651 elettori possono stare tranquilli, ci siamo e ci saremo”.

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