E' morta Marisa Marisi, il PD: "Perdiamo un'amica, una compagna, una costruttrice di democrazia e progresso"

E' quanto si legge nel ricordo del Partito Democratico, Federazione di Cesena, sulla scomparsa di Marisa Marisi i cui funerali si terranno lunedì 21 gennaio dalle ore 15:30 presso la "Sala del Commiato" del nuovo cimitero urbano di Tipano

"Chi negli ultimi sessant'anni a Cesena si è interessato di politica, di politiche sociali e del lavoro, di eventi culturali e dei diritti delle donne non può non aver incrociato la figura di  Marisa Marisi. Arrivata a Cesena dalla natia Forlì a seguito del matrimonio con Gabrio Casadei Lucchi, Marisa lavorò alla Camera del Lavoro divenendo la responsabile del sindacato delle operaie ortofrutticole. Nella nostra città, grazie al suo impegno, fu stipulato, dopo rilevanti lotte, il primo contratto nazionale di settore. Sucessivamente passò a dirigere l'Unione Donne Italiane di Cesena. Marisa faceva parte degli organi direttivi del proprio partito, il PCI, nelle cui file fu eletta Consigliera Comunale dal 1956 al 1964. La seconda metà degli anni ‘60 la videro impegnata nella costruzione dell'Arci. Aprì un aspro confronto con coloro che volevano che l'associazione fosse esclusivamente impegnata nelle tradizionali gestioni delle Case del Popolo. Spettacoli teatrali, canzoni di lotta, recital di poesie caratterizzarono quella stagione che raggiunse il proprio culmine con la realizzazione nelle Case del Popolo del Circuito Alternativo di Dario Fo e Franca Rame. Memorabili i tanti concerti sulla canzone popolare di Giovanna Marini"

E' quanto si legge nel ricordo del Partito Democratico, Federazione di Cesena, sulla scomparsa di Marisa Marisi i cui funerali si terranno lunedì 21 gennaio dalle ore 15:30 presso la "Sala del Commiato" del nuovo cimitero urbano di Tipano

"Nella sua esperienza di consigliera comunale si occupò in particolare dei problemi dell'infanzia e della totale inadeguatezza degli interventi allora in essere nei confronti della popolazione anziana. Fu soprattutto questa sua esperienza e questa sua sensibilità che, dopo l'arrivo del PCI al governo della città, determinò la chiamata della Marisi alla direzione del Roir. Fu l'inizio di una vera e propria rivoluzione: totale rinnovo del Roverella, realizzazione di appartamentini per gli anziani, recupero del San Biagio, e, in collaborazione con il Comune, la nascita dei servizi di assistenza domiciliare. Terminata questa esperienza ritornò a quello che era stato il suo primo impegno da ragazzina in quel di Forlì: il lavoro di partito. Diffusioni dell'Unità, organizzazione di eventi e feste vedevano Marisa sempre in prima linea e la sua azione stimolatrice era sempre alla base dei risultati positivi che si raggiungevano. Anche quando era stata collocata a riposo, “la Marisa” che aveva mantenuto il proprio rapporto politico ed organizzativo con “il partito”  che si stava definendo dopo le impegnative svolte, organizzava fra le altre cose la diffusione del I° Maggio. Non si può tacere di quel suo  velo di tristezza quando assieme al garofano non poteva più far portare nelle case l'Unità. Gli ultimi anni della propria vita l’ha vista di nuovo in prima linea con la fondazione dell’Associazione “per le donne” impegnata su più fronti, a cominciare dalla scuola, nella battaglia contro la violenza di genere, per sollecitare una nuova cultura di rispetto e di valorizzazione delle donne, contro l’indifferenza. Una vita politica piena, di una moglie e di una madre, che ha avuto la capacità, nonostante tutto, di non sacrificare il proprio privato. Nei suoi innumerevoli e differenziati impegni Marisa ha sempre mantenuto una propria linea: mai piegarsi ai conformismi e privilegiare i rapporti con le avanguardie. Mai avere paura del nuovo, osava ripetere; dimostrazione palese 
la diede alla fine degli anni ‘60 quando, non in perfetta sintonia con il suo partito, portò l'Arci a dialogare con il movimento studentesco"

"Che ci troviamo di fronte ad una figura speciale di donna lo ha riconosciuto la stessa città di Cesena che, poco più di un anno fa, l’ha insignita del premio “Novello”,  massima onorificenza cittadina. Il Partito Democratico di Cesena nelle cui file Marisa Marisi militava, si strige forte attorno a Gabrio ed ai suoi figli piangendo la perdita di una amica, di una compagna, di una costruttrice di democrazia e progresso" si conclude il ricordo del PD.

IL RICORDO DEL SINDACO - "Annunciando che il 20 novembre 2017 Marisa Marisi, (assieme al Professor Franco Servadei e al jazzista Marco Tamburini, da poco scomparso) sarebbe stata insignita del Premio Novello, il Comune di Cesena scrisse: ”E’ sicuramente una grande donna Marisa Marisi, da sempre impegnata per l’emancipazione femminile e la difesa dei diritti delle donne. Lo ha fatto fin da giovanissima quando, come sindacalista, seguiva l’Arrigoni, con la sua manodopera in gran parte femminile. Lo fatto nell’Unione Donne Italiane, di cui nel 1954 diventò segretaria della sezione cesenate. Lo ha fatto in Consiglio comunale, sui cui banchi ha seduto nelle file del Pci a partire dal 1956 per dieci anni, e all’interno del consiglio di amministrazione del Roir. E ha continuato a farlo fino ad oggi come instancabile promotrice nel mondo dell’associazionismo, in particolare con l’associazione Perledonne, che da anni si impegna contro il gravissimo fenomeno della violenza sulle donne. Un impegno quanto mai necessario a tutti i livelli, come dimostrano anche fatti recenti, per il quale non saremo mai abbastanza grati a Marisa”. Forse in queste parole è compresa la sintesi dei pensieri, delle emozioni, della tristezza che in queste ore hanno caratterizzato tutti i cesenati – tanti – che negli anni hanno avuto a che fare con Marisa Marisi. Chi ha avuto al fortuna e l’onore di conoscerla, come è capitato a me, non ha potuto fare a meno di essere trascinato dalla sua passione contagiosa, dalla generosità, dalla determinazione con cui si è impegnata sempre per affermare i diritti: delle donne, dei più deboli, di coloro che non era giusto lasciare per ultimi. E forse nel suo impegno costante si può trovare la sintesi di una volontà – oggi la definiremmo passione civica – che oggi chiunque nota essere assente tra i più, come ragione di vita. Come, invece, è accaduto con Marisa. Le condoglianze dei cesenati e mie personali al marito Gabrio Casadei Lucchi, ai figli Luciano e Giorgio, alle nipoti ed alle nuore"

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