Mercato Saraceno, azzeramento della Tari: l'amministrazione comunale fa chiarezza

"Apprendiamo dai media della grande soddisfazione da parte del gruppo di minoranza per aver ottenuto approvazione unanime ad una mozione da loro presentata in consiglio comunale lo scorso 30 novembre"

L'Amministrazione comunale di Mercato Saraceno replica al gruppo di minoranza in consiglio comunale, il tema è quello della mozione di azzeramento della Tari.

"Apprendiamo dai media della grande soddisfazione da parte del gruppo di minoranza per aver ottenuto approvazione unanime ad una mozione da loro presentata in consiglio comunale lo scorso 30 novembre. Il gruppo di maggioranza ha votato convintamente la mozione in oggetto, assunta agli atti con protocollo 10826 del 27 ottobre 2020, che propone, testualmente “che il Sindaco e la giunta agiscano nei confronti di Regione e Governo affinché vengano attivati fondi che permettano al comune di esentare la TARI per i restanti mesi del 2020 per tutte le attività commerciali costrette a chiudere o a lavorare ad orario limitato”. Questo è stato proposto, questo è stato votato favorevolmente all'unanimità. Ma molto diverso è sostenere, come fa la minoranza sui media, creando confusione e false illusioni nella cittadinanza, che la mozione prevedesse che “Sindaco e giunta si impegnino affinché vengano attivati fondi (senza specificare di quale provenienza, ndr) che permettano al Comune di esentare la TARI per i restanti mesi del 2020 per tutte le attività commerciali colpite dall'ultimo DPCM, costrette a chiudere o a lavorare a orario limitato”.

"Il punto è proprio questo: la nostra amministrazione sin dalla primavera scorsa, si è sempre impegnata nel reperimento di tutte le risorse possibili di provenienza statale e regionale, senza il bisogno di ricevere suggerimenti esterni. Il gruppo di maggioranza ha votato convintamente la mozione, nel suo testo originale, come proposto dalla minoranza, e depositato agli atti, impegnandosi a richiedere fondi statali e regionali. Ma la nostra amministrazione, per serietà e con competenza,  non promette bonus, esenzioni, aiuti, che non è certa di poter sostenere. E senza la certezza che questi fondi siano disponibili, non è corretto sbandierare “azzeramenti” di TARI, impossibili da confermare allo stato attuale. Per obbligo di chiarezza preme sottolineare che nel 2020 il Comune è intervenuto su due fronti per aiutare le imprese. Innanzi tutto sono stati concesse (ai codici Ateco interessati dalla chiusura) riduzioni del tributo, non solo per i periodi di chiusura che sono stati più brevi, ma in alcuni casi anche per 4 mesi. Questi sconti sono già stati applicati nella bolletta spedita a luglio, senza che fosse necessaria alcuna richiesta e alcuna certificazione". 

"In secondo luogo - prosegue l'amministrazione - il Comune è riuscito ad abbassare le tariffe 2020 rispetto a quelle 2019, grazie ai minori costi del PEF per la nuova gara di Hera, grazie al recupero dell’evasione effettuato e grazie anche ad un contributo di  11.400 euro che la Regione Emilia Romagna ha distribuito per il Covid19. Questa riduzione di tariffe è stata girata tutta a favore delle imprese diminuendo la percentuale di copertura da parte delle stesse (che da 35% è passata a 32%). In questo modo le tariffe per le utenze domestiche 2020 non sono aumentate rispetto a quelle del 2019, mentre le tariffe per le imprese sono diminuite. Gli effetti di questa manovra si tradurranno in conguagli positivi nel 2021 a favore di questi ultimi soggetti. Questo perché il Comune nelle bollette di luglio 2020 ha avuto l'obbligo di applicare le tariffe del 2019 (avendo previsto tutti e tre i versamenti entro il 30/11/2020, come obbligo normativo). La nostra Amministrazione, ribadiamo, sta già predisponendo le comunicazioni di richiesta nei confronti di Governo e Regione affinché sia possibile reperire ulteriori risorse che possano aiutare le categorie sopra citate. Come la mozione scritta e presentata dalla minoranza in consiglio comunale, appunto, recitava".

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