I giovani medici in piazza, Lega: "Protesta legittima, aumentare le borse di specializzazione"

"Il primo passo dovrà essere l’incremento delle borse di specializzazione, ma serve ripensare contestualmente agli investimenti nella sanità pubblica"

“Una protesta legittima e comprensibile quella dei giovani medici neolaureati che si trovano bloccati dal cosiddetto ‘imbuto formativo’, ovvero impossibilitati a specializzarsi per la carenza di borse di specializzazione. E dire che le stime di medici specialisti necessari nel prossimo futuro per coprire i posti vacanti, determinati dai pensionamenti, sono allarmanti. Mancano migliaia di specialisti. Per questo è ora di riformare un sistema sanitario ormai obsoleto, che ha pensato più ai bilanci e ai tagli che non a dare dignità professionale e futuro ai giovani professionisti. Il primo passo dovrà essere l’incremento delle borse di specializzazione, ma serve ripensare contestualmente agli investimenti nella sanità pubblica”.

Lo affermano Antonella Celletti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che ha assistito questa mattina all'iniziativa di protesta di giovani medici in piazza del Popolo a Cesena, e Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega.

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“Non è da oggi ma da anni che la Lega in Regione si batte perché siano aumentate le borse di studio per le Scuole di specializzazione mediche. Il Sistema sanitario investe troppo poco sulla formazione dei medici, dando prova di una grave miopia perché senza un’adeguata programmazione rischiamo davvero di trovarci nei prossimi anni in un’emergenza assistenziale. E proprio a fronte della crisi determinata dall'epidemia di Covid-19 spero che si sia capito che bisogna correre ai ripari. E’ certo che se non si investirà di più per le borse di studio per le Scuole di Specializzazione fra pochi anni il Sistema Sanitario non sarà in grado di garantire l’assistenza sul territorio e in ospedale. Poi c’è il problema della stabilizzazione del precariato e l’adeguamento dei salari: le questioni in agenda sono serie. Bisogna che Governo nazionale e regionale le affrontino al più presto. Noi non ci tireremo certo indietro”.

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