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Giovani, al via in Regione il primo Piano per l'adolescenza

Un Piano destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti (famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie) per realizzare interventi concreti dedicati ai ragazzi di questa fascia di età.

La Giunta regionale nei giorni scorsi ha approvato il provvedimento, nato a seguito di numerosi incontri in tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna, che ridisegna le politiche regionali a favore degli adolescenti. Un Piano destinato a tutti i soggetti che si occupano di adolescenti (famiglie, scuola, servizi sociali, associazionismo sociale e sportivo, volontariato e aziende sanitarie) per realizzare interventi concreti dedicati ai ragazzi di questa fascia di età.

“Promuovere, tra i più giovani, il benessere, la socializzazione, il protagonismo e stili di vita sani - afferma il consigliere regionale Lia Montalti -, questi sono solo alcuni degli obiettivi del nuovo Piano regionale per l’adolescenza. Tra le priorità anche prevenire e ridurre l'abbandono scolastico, il bullismo e il cyberbullismo, la dipendenza da sostanze e gioco d’azzardo". Il Piano vuole mettere in rete quanto già si realizza da anni in Emilia-Romagna, promuovendo nuove azioni di sostegno, puntando innanzitutto sulle scuole come centro nevralgico della programmazione regionale, perché è proprio lì che gli adolescenti passano gran parte della loro quotidianità ed è dalla scuola che passa una parte fondamentale della comunità educante.

"Qualche mese fa l’assessore al welfare Elisabetta Gualmini, nel corso del suo “grande tour”, è venuta anche a Cesena, in un incontro organizzato assieme alla Vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena Chiara Santero, per illustrare il Piano e a raccogliere suggerimenti dal nostro territorio - sottolinea Montalti -. Confrontarsi e scambiare idee con chi si occupa di questo tema quotidianamente è stato senza alcun dubbio utile e necessario per mettere in piedi uno strumento efficace e capace di dare risposte concrete. Sono fortemente convinta – conclude la Consigliera – che quando si dà vita a politiche giovanili, queste vanno fatte “con” i giovani, non solo “per” i giovani, perché i veri e unici protagonisti di questa fase delicata della vita sono proprio loro".

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