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Farneti (Lega): "Ridistribuire le risorse regionali, ecco la ricetta per far rivivere la montagna"

“Noi non abbiamo la bacchetta magica per rimediare subito ai guasti di 50 anni di incuria, ma conosciamo la montagna, la viviamo e sappiamo di cosa ha bisogno"

“La montagna chiede aiuto da molti anni. Inascoltata. Nelle ultime settimane abbiamo sentito molta propaganda da parte dei candidati PD, che nelle nostre località hanno promesso sostegno e risorse. Promesse, appunto. A cui non crediamo più. Non per pregiudizio, ma perché quella parte politica è stata assente per 50 anni durante i quali ha governato con pugno di ferro la Regione. Mentre gli amministratori locali del PD hanno chinato la testa. Non ci lasciamo più ingannare. La montagna deve vivere anche a tutela della pianura e delle città. E se è obbligatorio che la montagna viva, devono essere mantenuti i servizi per i residenti. Non siamo cittadini di serie B”. Lo afferma Ombretta Farneti, candidata alle elezioni regionali nella lista della Lega.

“Noi non abbiamo la bacchetta magica per rimediare subito ai guasti di 50 anni di incuria, ma conosciamo la montagna, la viviamo e sappiamo di cosa ha bisogno. Parliamo di scuole. A San Piero da oltre 10 anni c’è un container che accoglie gli alunni della scuola secondaria, a Mercato Saraceno la stessa soluzione è stata assunta da tre anni. A Sarsina, invece, con un’amministrazione di centrodestra, si sta lavorando per un istituto tecnico meccatronico con il sostegno delle aziende di vallata. Questo vuol dire lavorare per i residenti e per il futuro. Ci sono poi i piccoli esercizi commerciali, essenziali per la vita dei borghi montani, che devono avere sostegni adeguati, come devono essere mantenuti efficienti le infrastrutture, la viabilità e il trasporto pubblico. Al contrario, le amministrazioni di sinistra di Mercato Saraceno promettono da una quindicina di anni un parcheggio a servizio della piazza e, al posto della sua realizzazione, si elevano multe a tutto spiano. Io stessa, come consigliere comunale di opposizione a Mercato Saraceno, ho sollevato il problema della sicurezza stradale nella valle del Borello, ma non ho trovato risposte. Il problema preminente della montagna è comunque il dissesto idrogeologico, per il quale poco o nulla è stato fatto. Ci sono attività, tuttavia, che potrebbero aiutare a contrastarlo: dalla regimentazione delle acque a una maggiore estensione di aree coltivate, dalla pulizia degli alvei fluviali, alla piantumazione di aree fragili, dalla prevenzione delle frane con opere di ingegneria naturalistica, alla cura dei boschi. Ma, per essere realizzate, queste attività necessitano di una presenza umana costante. Di qui, l’obbligo di invertire il fenomeno dello spopolamento, soprattutto mantenendo in montagna i servizi essenziali, penso per esempio a presidi sanitari locali, accompagnati da iniziative per l’imprenditoria giovanile, dall’incremento della produzione agroalimentare di alta qualità, dallo snellimento della burocrazia per il recupero degli immobili da rendere autosufficienti sul piano energetico, da un piano dedicato al turismo sostenibile ed enogastronomico. Emerge, quindi, la necessità di una ridistribuzione delle risorse regionali non solo per numero di abitanti, ma per chilometro quadrato in modo da agevolare le aree montane. Principio amministrativo cardine per mantenere in vita la montagna, ma mai attuato dalle amministrazioni PD”.

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