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Elezioni, Fondamenta: "Il nostro sarà un Comune popolare, importante la partecipazione"

"Noi cittadini dobbiamo essere aiutati, le notizie e le procedure del Comune devono essere più chiare, più facilmente consultabili e reperibili, il nostro voto deve essere valorizzato"

"Se non lottiamo per noi stessi perché altri dovrebbero farlo al posto nostro? Questo diciamo e dobbiamo dire, alle persone che affermano di non voler votare, asserendo che tanto non cambierà mai nulla". L'appello ad andare a votare il 26 maggio alle amministrative arriva da Fondamenta - Cambiamo Cesena dal basso.

"Noi cittadini d’altra parte dobbiamo essere aiutati, le notizie e le procedure del comune devono essere più chiare, più facilmente consultabili e reperibili, il nostro voto deve essere valorizzato ed informato".

"Il nostro Comune - spiega Fondamenta - sarà un Comune Popolare, dove nuovamente i consigli di quartiere saranno ad elezione diretta ed includeranno rappresentanti degli studenti e dei lavoratori fuorisede,  sarà aperta ai presidenti dei quartieri la partecipazione a tutte le sedute del consiglio comunale (potranno esprimere i propri dubbi e le proprie idee, pur non votando, al fine di portare in modo diretto le istanze dei singoli territori), il Comune favorirà la creazione di socialità?, commercio e vita collettiva nei quartieri, sostenendo sia luoghi fisici d’incontro che orti urbani, mercati di produttori locali, feste ed eventi. Cesena si doterà? di un Regolamento dei beni comuni (la città è di tutti e tutte, di tutte e tutti è il compito e diritto di tutelarla, svilupparla, proteggerla) e, ultimo ma non ultimo, verrà sviluppata l’app "Comune in tasca” che, in tempo reale, darà informazioni utili (strade chiuse per lavori, eventi, incidenti etc.), e conterrà la mappa della Ciclopolitana, la geolocalizzazione delle fontanelle per l'acqua pubblica e punti bici pit-stop, nonché un apposito spazio per segnalare al Comune malfunzionamenti, problematiche od urgenze."

“Il Comune popolare - conclude Fondamenta - è la casa e la cosa di tutti, ma specialmente dei poveri, dei più tribolati, di quelli che più ne hanno bisogno. Il cittadino non è più suddito dentro le sue mura. Esso è chiamato a discutere, a consigliare, a statuire, a educarsi politicamente”
 

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