Nuovo ospedale, candidati divisi: chi lo ritiene strategico, chi inutile e chi è molto scettico sul progetto

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città

Uno spazio aperto sulle proposte e sui programmi: con lo spazio "I candidati rispondono", CesenaToday dà la possibilità ad ogni candidato di illustrare i propri progetti per la città. Una domanda uguale per tutti i candidati sindaci, per capire le loro idee, priorità e le differenze di vedute. Ecco le loro risposte (pubblicate in ordine cronologico di arrivo). Le risposte mancanti non sono pervenute dai candidati.

DOMANDA: Il nuovo ospedale è senza dubbio il più grande progetto avviato dall'amministrazione uscente. Come spesso capita per i grandi progetti che necessitano di molti anni per essere realizzati, i rischi di arenarsi sono molteplici. Lei intende fermare e rivedere il progetto apportando correttivi su quanto già fatto? Oppure mantenere in essere quanto fatto e proporre correttivi per il futuro? Se sì, quali correttivi?

Luca Capacci (Fondamenta - Cambiamo Cesena dal basso)

Gli edifici, soprattutto quelli costruiti negli anni ’60-’70, hanno una vita media di circa 75 anni (non solo a livello architettonico ma anche strutturale, impiantistico, viabilistico, ecc). Crediamo che l’attuale Bufalini presenti queste criticità (anche di posizione urbana) per cui riteniamo di continuare col progetto già avviato (nelle sue diverse fasi e componenti) del nuovo ospedale, apportando però in primis delle attenzioni e, poi, delle modifiche. Riteniamo innanzitutto che la costruzione del Nuovo Bufalini non deve rappresentare l'occasione per depotenziare l'attuale ospedale, anzi devono essere completati i progetti previsti per risolvere le criticità rilevate (non solo edilizie ma soprattutto sanitarie, per assicurare sempre di più una sanità pubblica di qualità a tutte e tutti).

La costruzione del nuovo ospedale rappresenterà la realizzazione del più importante brano di città degli ultimi e prossimi decenni; è fondamentale che sia realizzato il progetto migliore, che concorrerà a costruire un paesaggio e degli spazi di lavoro e di vita per migliaia di persone, che si troveranno a trascorrere in quei luoghi periodi difficili. Per questo noi faremo un Concorso di Progettazione del nuovo ospedale, che porti a realizzare un edificio all’avanguardia con le nuove concezioni ospedaliere realizzate nel mondo e che permetta, quindi, di scegliere e realizzare il progetto migliore. Un’attenzione particolare sarà data all’abitato vicino, che non deve essere danneggiato dalla nuova presenza, e ai trasporti pubblici dal e verso il Bufalini. Visto che la progettazione e la costruzione del nuovo Bufalini chiederà diversi anni, occorrerà pensare al destino del (rimasto) vecchio Bufalini: proponiamo di ridurlo in altezza e volumetria, di creargli un parco circostante e, oltre a casa della salute, adibirlo a nuove funzioni come social housing, co-housing, nuove forme dell’abitare collettivo per persone con particolari esigenze, per ampliare gli spazi scolastici o universitari (non solo didattica ma anche ricerca), come luogo per la produzione culturale, ecc.

Enzo Lattuca (centro-sinistra)

Il nuovo ospedale (per la cui progettazione si dovrà bandire un concorso internazionale), e soprattutto la certezza del suo finanziamento da parte dello Stato, è senza dubbio l’elemento fondamentale per il futuro della nostra sanità. Occorre nel frattempo dedicare maggior attenzione alla qualificazione dei servizi e alla valorizzazione delle professionalità attualmente presenti all’ospedale Bufalini a partire dalla riqualificazione-riorganizzazione pronto soccorso e dal ripristino immediato del servizio di emodinamica h24 presso il reparto di cardiologia.

Claudio Capponcini (Movimento 5 Stelle)

Intanto comincio col dire che non è un progetto avviato dall'amministrazione comunale, nel 2012 quando per la prima volta Lucchi parlò di "nuovo ospedale per Cesena", lo indicò insieme al nuovo stadio; poi abbiamo visto come è andata e dell'ospedale non se ne parlò più fino al 2016, in seguito all'introduzione del piano di riordino ospedaliero da parte della regione. Ricordo che la proprietà dell'ospedale, di tutti gli ospedali della regione è appunto della Regione, dati in gestione alle AUSL che li amministra e come  in questo caso propone di ricostruirli; l'amministrazione comunale ha il solo compito di verificare se l'area prescelta può essere destinata a tale scopo e fornire le autorizzazioni di competanza, dopo rilievi idro-geologici, sismici, viari e costruttivi, infatti il pre-progetto oggi esistente è dei tecnici dell'AUSL. La storia dell'ospedale di Cesena non è diversa.

Passiamo al concreto; il progetto si può articolare in tre direttive: politica, strutturale e sanitaria. Parto dall'ultima, sanitaria, che è quella che mi interessa di più e che dovrebbe interessare maggiormente tutti i cittadini di Cesena e circondario e anche gli amministratori; di tutti i discorsi fatti, in tutte le riunioni convocate tra le parti (e io ho partecipato a quasi tutte) mai si è partiti dall'analizzare cosa e come debba essere il contenuto del nuovo Bufalini; un ospedale, un grande ospedale di 2° livello (quale è il nostro) è fatto soprattutto di professionisti qualificati, nel nostro caso molto qualificati, a tutti i livelli, che sanno perfettamente quali sono le necessità del loro lavoro anche in prospettiva, e se coordinati a dovere, sanno che cosa cioè quali strumenti e attrezzature sono loro necessarie per un ospedale valido anche per il futuro e sanno anche come disporle, nella maniera più funzionale dal loro punto di vista; tutto questo è mancato: la partecipazione dei professionisti si è limitata a fare da uditori di decisioni già prese o di commentatori a latere di associazioni e imprese che già avevano un occhio all'affare del secolo (per Cesena); i verbali parlano chiaro e il "progetto" pilota ancora di più. Solo vaghe indicazioni della logistica delle varie aree funzionali (es PS o degenze, sale operatorie o magazzini), senza specifiche delle specialistiche contenute e dove, cioè della loro posizione all'interno delle strutture indicate; noi avremmo cominciato da qui, all'interno del Bufalini con il personale più qualificato ed esperto del Bufalini stesso per conoscere le esigenze fondamentali (di organizzazione e dotazione strumentale) e la tipologia degli spazi necessari a realizzarle.

La struttura: non c'è peggior sordo di chi.. anche l'ordine degli architetti della provincia ha dichiarato che il progetto prliminare presentato dalle istituzioni non è idoneo per un ospedale moderno ed efficiente. Ci sono altre chicche da sapere: iniziamo dalla situazione geologica del podere prescelto. Si tratta di zona ad alto rischio di allagamento (classe 6), anche per precipitazioni di media intensità e infatti in commissione a gennaio scorso il tecnico del comune che svolgeva le perizie specifiche, ci disse che era già in progetto la dotazione di un muro perimetrale alto un metro e mezzo per il contenimento delle acque meteoriche, una sorta di cinta muraria di protezione; ancora: sull'area incidono due elettrodotti, uno ad alta tensione (300000 volt), posizionato in sede periferica rispetto al progetto costruttivo, ma non a distanza di sicurezza come da normativa di legge; l'altro a "bassa" tensione (15000 volt) proprio sopra il luogo dove l'ospedale dovrebbe sorgere. In conclusione noi pensiamo che il progetto, questo progetto, seppur ancora in fase embrionale, sia da rivedere completamente, e crediamo che la strada da seguire sia quella indicata punto per punto in questa mia risposta: condivisione professionisti-tecnici, finanziamenti certi e adeguati, scelta di ubicazione idonea geologicamente e infrastrutturalmente.

Davide Fabbri (Cesena in Comune)

La Giunta uscente di Lucchi ha lanciato l'idea del nuovo ospedale di Cesena, da edificarsi in area agricola vincolata dalla centuriazione in zona Villa Chiaviche. Consumare oltre 23 ettari di suolo agricolo contraddice palesemente l'assunto propugnato dalla nuova Legge urbanistica: consumo di suolo zero. Questo progetto è nato altrove per ragioni che nulla hanno a che fare con un buon servizio sanitario per i cesenati. Cerchiamo di spiegare perché.
L'Ospedale Bufalini non pare presentare, come struttura edile, alcuna particolare problematica tale da consigliarne l'abbattimento o drastici interventi di ristrutturazione. Presenta invece seri problemi il servizio sanitario che oggi viene fornito ai cesenati per via di alcune scelte scellerate da parte dell'Amministrazione sanitaria in mano al PD da tanto tempo: servizio di emodinamica limitato, cardiologia d'urgenza trasferita a Forlì, intasamento senza soluzioni di continuità del pronto soccorso, etc. In pratica i lungimiranti amministratori piddini stanno continuamente svuotando il Bufalini di competenze e servizi indicando come contropartita la costruzione di un nuovo ospedale che sarà pronto fra 20 anni. Nel frattempo nessuno affronta con serietà il problema di garantire la massima efficienza alla struttura operativa del Bufalini in cui, nonostante la grande professionalità ed impegno degli operatori sanitari, il paziente spesso versa in condizioni indegne per una città come Cesena. A molti sarà capitato di dover purtroppo accedere al pronto soccorso e di trovare malati ammassati uno sopra l'altro in sale d'aspetto inadatte, di dover attendere per ore anche in presenza di sintomi dolorosi in pazienti anziani. In altre zone d'Italia la sanità poggia sulla professionalità degli operatori e sui servizi che possono rendere ai cittadini, privilegiando attrezzature e competenze anche laddove le strutture murarie appaiono quasi fatiscenti. All'Ospedale San Matteo di Pavia, solo per fare un esempio, opera una delle più importanti equipe mediche mondiali nel campo delle malattie genetiche cardiocircolatorie. E al cospetto del Bufalini l'ospedale San Matteo pare una costruzione da terzo mondo.

Pertanto sosteniamo la linea utilizzata dai principali ospedali italiani: ristrutturare l'ospedale esistente, per mantenere alta la qualità dei servizi, soluzione che consente anche un notevole risparmio di soldi ai contribuenti.
Il progetto del nuovo ospedale risponde ad un'esigenza affaristica del mondo cooperativo di avere appalti pubblici che possano surrogare la carenza di cantieri privati, per tentare di salvare colossi oramai in ginocchio, come la CMC di Ravenna, messa in forte crisi proprio dalle politiche che i loro referenti nazionali hanno condiviso e propugnato ad ogni livello. Massima solidarietà con i dipendenti di CMC, ma si faccia chiarezza politica sugli errori dei loro vertici e si cerchi di concentrare le attività dell'edilizia su necessità evidenti ed utili per la collettività, come la messa in sicurezza di ponti e viadotti stradali, la ristrutturazione degli edifici scolastici, e la manutenzione di strade e autostrade.

Antonio Berzanti (Casa Pound)

Diversi dei “grandi progetti” dell’uscente amministrazione PD sono stati dei veri disastri. Per tempistiche, inutilità e spreco di denaro. Ricordiamo, ad esempio, Piazza della Libertà, il Foro Annonario e Via Cesare Battisti. Quindi è una fortuna che a presiedere la realizzazione del nuovo ospedale non sarà l’amministrazione uscente. L’augurio è che a farlo sia una reale nuova espressione politica. Ai cesenati vanno assicurate prestazioni sanitarie sempre migliori, e nei tempi più veloci possibili. La tutela della salute è una missione di massima importanza, su questo non ci sono dubbi. Noi non contrasteremo la realizzazione del nuovo ospedale, ma ci adopereremo affinché l’esecuzione sia rapida (il sindaco uscente ha parlato di 3 anni, gli stessi impiegati per pavimentare Piazza della Liberta) e preferibilmente affidata – nel progetto e nella costruzione – a realtà locali. Sicuramente l’idea di delegare la progettazione a “prestigiosi  architetti di fama internazionale” – quelli tanto cari al PD locale – richiama alla mente lo spreco di denaro e il risultato deludentissimo della costruzione del quartiere presso l’ex-Zuccherificio.

Vittorio Valletta (Cesena Siamo Noi)

Il Nuovo Ospedale è una delle grandi opere approvate dall’ amministrazione uscente. A livello teorico, siamo tutti d’accordo su un nuovo ospedale all’avanguardia: nella realtà, oltre a tempi e finanziamenti che si dilatano, viviamo in una sanità di tagli, riduzione dei posti letti (anche nel nuovo progetto), personale sotto organico, contrazione delle prestazioni e dei diritti alle cure, Pronto Soccorso da ristrutturare e mancanza di fermate autobus a norma per portatori disabilità: investire fondi ingenti in una nuova struttura invece che nella qualità dell’assistenza è un passo carico di incognite e fatto senza mettere al centro quello che invece dovrebbe esserlo: la qualità dei servizi sanitari. Tema praticamente assente dal dibattito politico sull’Ospedale, tranne CSN e alcuni sindacati.  Anche oggi il Pd e il suo candidato proseguono a parlare senza farlo, in totale continuità con il sindaco uscente. Noi vogliamo capire perché Ostetrica e Ginecologia una volta era un vanto ed ora c’è una inversione di tendenza, capire quali servizi possono essere accentrati e quali invece devono avere presidio costante sui territori. 

Ci aspetta un confronto serrato con gli altri Comuni dell’AUSL Romagna per definire le eccellenze terapeutiche nei grandi Ospedali (se a Cesena un Servizio di Emodinamica serve, servirebbe un Centro per l’intervento tempestivo sull’ ictus, che oggi prevede il trasferimento a Ferrara a fronte di una casistica importante). Costante dovrà essere il confronto con l’AUSL per una migliore qualità dei servizi e finanziamenti per la sanità territoriale, ancora molto ospedalocentrica. L’innalzamento dell’età media e la cronicizzazione delle malattie richiedono una sfida nuova, che sposti la cura dall’Ospedale (in fase acuta) verso un sistema che, integrato con il sociale, trasferisca il paziente in ambiti intermedi (case della salute, housing sociali e ospedali di comunità) per una buona convalescenza, riabilitazione e continuità di cura.  Qui sta la nuova sfida per il sistema infermieristico che dovrà veder valorizzate le esperienze maturate dal suo personale.  Dal punto di vista urbanistico è progetto estremamente complesso, con una gigantesca opera di ricollocazione e di ridefinizione dell’esistente, con un rilevante impatto ambientale e di mobilità in area rurale: abbiamo sempre sollevato perplessità che questo fosse lo strumento per migliorare i servizi sanitari in città e sulla localizzazione, dal punto di vista urbanistico e ambientale. Costante sarà la nostra verifica di questi aspetti, anche supportati da esperti del settore. 

Andrea Rossi (Centro-destra)

In primis, parlando di sanità, sarà fondamentale riportare i rapporti tra Comune e Ausl sui binari dell'equilibrio e della trasparenza perché, in questi ultimi anni, Cesena ha pagato a caro prezzo la sudditanza nei confronti di Bologna e della direzione dell'Ausl. Cesena, che è il comune capo-comprensorio ed ha il sindaco presidente della Conferenza Territoriale socio-sanitaria deve poter incidere di più sulle decisioni legate alla sanità. Per quanto riguarda il nuovo ospedale, sono ovviamente d'accordo perché il Bufalini è l'ospedale romagnolo più vecchio. Il problema è che ci è stato presentato un progetto con indicati i costi e il luogo in cui sorgerà, ma non sappiamo assolutamente nulla sui servizi che verranno garantiti. Quindi, conosciamo il contenitore ma non i contenuti.

Occorrerà dunque fare un'analisi accurata delle esigenze sanitarie del nostro territorio e pretendere il mantenimento della qualità delle prestazioni attuali nel Bufalini per evitare che il nuovo ospedale nasca già depotenziato. In questi sette/otto anni in cui verrà realizzato il nuovo ospedale bisognerà completare il trauma center, una delle eccellenze della sanità cesenate, e occorrerà mettere mano al restyling del pronto soccorso. Ci sono, lo ricordo, circa due milioni e mezzo di euro già stanziati per il miglioramento del presidio che, per ragioni enigmatiche, non sono mai stati utilizzati. Inoltre, sarà basilare rafforzare il rapporto di collaborazione con l'Irst di Meldola e con lo Ior coinvolgendoli direttamente in qualità di eccellenze del mondo oncologico, arrivando anche a delegare a loro la gestione di alcuni reparti della sanità cesenate. Per quanto riguarda la destinazione d'uso del vecchio Bufalini, una volta realizzato il nuovo ospedale, secondo noi potrebbe diventare una struttura per lo studio delle nuove tecnologie applicate alla sanità con il coinvolgimento dell'università e l'effetto diretto di far diventare il nuovo ospedale anche una clinica universitaria.

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