Elezioni, le interviste di CesenaToday, Valletta: "La nostra opera pubblica? Sarà la bellezza"

Domenica 25 maggio i cesenati si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Ben 8 sono i candidati che propongono le loro diverse ricette per la città. Ecco l'intervista a Vittorio Valletta, candidato della lista civica Cesena SìAmo Noi

Domenica 25 maggio i cesenati si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Ben 8 sono i candidati a sindaco che si fronteggiano e che propongono le loro diverse ricette per la città. CesenaToday li intervista uno ad uno, per scegliere con più consapevolezza il futuro primo cittadino. SU CESENATODAY ANCHE LO SPECIALE ELEZIONI. Ecco l’intervista a Vittorio Valletta, candidato sindaco della lista civica Cesena SìAmo Noi

Politiche per il centro storico. Quali azioni operative dovrebbe intraprendere con immediatezza il Comune di Cesena per affrontare le questioni che determinano l’insoddisfazione dei commercianti?

“Il centro storico va valorizzato e sostenuto, coordinandosi coi settori comunali della Cultura e del Turismo, indirizzando i visitatori e gli abitanti lungo percorsi culturali di riscoperta della città. Ai gestori di bar e pubblici esercizi va data la possibilità di intervenire nella pianificazione degli eventi nelle piazze e negli spazi pubblici, regolando le aperture degli esercizi in maniera condivisa, attraverso regolamenti snelli e procedure semplificate, nel rispetto delle normative di sicurezza e di tutela ambientale. Stop a qualsiasi espansione dei centri commerciali e pressione sulle norme regionali per ridurre le aperture nei giorni di festa. Occorre favorire attività ed esercizi che offrano in centro servizi e prodotti di qualità, legati alla città e al suo territorio, per un consumo sostenibile, tramite sgravi sulla tariffa dei rifiuti effettivamente prodotti. Sgravi fiscali a chi non utilizza slotmachine e macchinette per il gioco d'azzardo nella propria attività. Occorre promuovere il turismo ecosostenibile in un progetto condiviso con i comuni limitrofi, e una rete culturale forte assieme ad associazioni, scuole ed università. Occorre dare spazi di incontro ai giovani ed agli universitari. Occorre soprattutto una progettazione partecipata, che raccolga le istanze singole dei commercianti e che dia ampio spazio ai cittadini nelle scelte della città. Chiamare i cesenati ad opera conclusa per migliorare progetti molto discutibili, come la ristrutturazione del Foro Annonario, o progetti caotici, come la Biblioteca Malatestiana, non basta più. Occorre una forte partecipazione del basso, da chi vive la città.

Sempre sul centro, Icarus e parcheggi. Con Icarus è necessario partire dal presupposto che il futuro sindaco se lo ritroverà, volente o nolente, attivo e in funzione. Quale gestione del controllo dei varchi? E quale “ricetta” per la sosta in centro?

Cesena è una città che può riservare spazi importanti alla mobilità sostenibile: la dimensione contenuta rende efficaci gli spostamenti in bicicletta. Il trasporto pubblico può essere incentivato tramite una carta annuale, a costo contenuto. Il sistema dei parcheggi scambiatori deve essere pubblicizzato ed ampliato. Occorre tenere presente che la nostra città detiene una percentuale record di auto per numero di abitanti, tra le più alte d'Europa: servono sforzi concreti per combattere l'inquinamento e le polveri sottili. Il cambiamento culturale è alla portata dei cesenati, per realizzarlo occorre partire dai ragazzi, da chi ha una mente aperta e sogna una città a misura d'uomo. Ma ci vogliono tempo ed idee innovative. In questi cinque anni commercianti ed acquirenti hanno visto moltiplicarsi le strisce blu, aumentare le tariffe dei parcheggi, hanno visto nascere Icarus, e sentono continue proposte di rimozione di aree di sosta vicine al centro ( 3 milioni di euro per stendere una lussuosa pavimentazione e togliere il parcheggio di Piazza della Libertà, per esempio). Con la crisi che continua a mordere, oggi la priorità non è certo quella di investire milioni di euro per riqualificare piazze e togliere dei parcheggi. Ma non possiamo nemmeno permetterci di investire risorse e di peggiorare l'inquinamento atmosferico realizzando nuovi parcheggi a ridosso del centro. Icarus oramai è stato messo in funzione, troppo presto rispetto alla creazione di sistemi alternativi per raggiungere il centro, ma ora c'è: abbandonarlo vorrebbe dire fare un passo indietro”.

Lavoro, se deve fare una scala di priorità in che considerazione tenere l’occupazione? Cosa può fare il Comune su questo tema?

Innanzitutto occorre salvaguardare l'occupazione delle attività esistenti, attraverso una conoscenza capillare delle singole esigenze di ciascun negozio, impresa, pubblico esercizio. Occorre premere sulle banche locali affinchè venga effettuato micro-credito alle nostre imprese, anzichè esporsi in grandi investimenti e speculazioni immobiliari. Occorre semplificare regolamenti e permessi comunali. Occorre individuare e sostenere tramite bandi, finanziamenti pubblici, sgravi fiscali, le nuove attività di servizi che utilizzano prodotti locali. Invece che combattere la globalizzazione, impresa impossibile , inutile e sbagliata, vanno riconosciute e promosse le eccellenze locali attraverso la formazione di reti tra produttori virtuosi e consumatori consapevoli. Per una cultura di consumo sostenibile, fatto di attività attente al risparmio energetico, alla qualità del prodotto, alla riduzione dei rifiuti; e di consumatori attenti, informati, protagonisti”

Tasse, la sua proposta operativa sulla programmazione dei tributi locali.

“Occorre avere sin da quest'anno un bilancio comunale chiaro, semplice da capire. Occorre soprattutto un bilancio partecipato, così come accade già in altre città: tutti i cesenati interessati devono poter confrontare spese ed introiti, per decidere quale livello di tassazione è necessario per coprire i servizi pubblici essenziali. Occorre ridurre gli sprechi. Inoltre devono essere rivedute le aliquote di IMU e TASI, attraverso indici correttivi: tariffe progressive per la seconda casa, e per i capannoni sfitti, correlate al reddito ed al numero degli immobili. Va introdotto un bilancio ambientale: chi inquina dovrà pagare di più di chi recupera, riutilizza, produce meno rifiuti, consuma meno energia. La tariffa dei rifiuti dovrà essere puntuale in relazione a quanto effettivamente prodotto come rifiuto indifferenziato: esistono attività di bar/piccola ristorazione che pagano 5.000 euro/anno. Con lo stesso principio di proporzionalità, le nuove aziende formate da giovani imprenditori under 35 dovranno accedere nei primi anni ad una tassazione ridotta”.

Ambiente: quale politiche per i rifiuti e con quali obiettivi?

Occorre limitare la quantità di rifiuti, premiando attività attente al riuso ed al riciclo. Vanno formati i cesenati, i giovani nelle scuole, affinchè diventino consumatori responsabili che sappiano privilegiare i prodotti che presentano pochi imballaggi. Va esteso alla città in breve tempo un sistema capillare di raccolta “porta a porta”: può essere fatto in sei mesi, l'attuale Amministrazione va al passo di lumaca. Va prevista nel Piano Provinciale dei rifiuti la nascita di società per il riuso e la trasformazione di materie prime seconde. Infine va affrontata la quantità di residuo non differenziato che deve essere smaltita in qualche modo. Natascia Guiduzzi scopre nel 2013 che anche le discariche possono presentare seri problemi ambientali: dunque senza inceneritori e discariche ha deciso da domani di accumulare i sacchi di indifferenziato nel suo giardino? Va scelto il sistema di smaltimento meno inquinante e la localizzazione idonea, ed occorre saper valutare e contrastare i reali pericoli ambientali. Da mesi la discarica della Busca è super monitorata; nè sul Rio Busca nè in corrispondenza dei terreni circostanti sono stati rinvenuti fenomeni di inquinamento in atto. Si a maggiori controlli, no ad allarmismi ingiustificati senza proposte alternative.

La Variante di salvaguardia, con la riduzione delle aree edificabili, cambia positivamente l'indirizzo sull'eccessiva urbanizzazione del territorio avvenuta negli ultimi decenni?

La recente Variante al PRG ha connotazioni contraddittorie: da un lato pare indicare una svolta positiva sulla riduzione del consumo di suolo, ma dall'altro lato inserisce nuove e delicate aree edificabili in zone agricole di qualità, con inopportuni accordi con i privati. L’urbanistica a Cesena è separata dalla cultura ecologista di tutela dei beni comuni del territorio. L’urbanistica si è allontanata dalle pratiche ambientali e sociali, dalla comunità, dalle aspirazioni ad una tutela e controllo qualitativo della città. Il suolo – come tutte le grandi risorse naturali come l’aria e l’acqua – è una risorsa ambientale “finita”, limitata, non rinnovabile, che va maneggiata con cura e salvaguardata. Consumare suolo inutile è sacrificare il benessere della nostra e delle future generazioni. Occorre pertanto “invertire la rotta” seriamente, senza equivoci, poiché il fenomeno del consumo del suolo è in continua espansione. Noi proponiamo di arrestare questa spinta edilizia speculativa, questa evidente degenerazione dell’attività edilizia, che ignora i rischi di dissesto idrogeologico di ampie zone del territorio, proponendo misure efficaci e vincolanti, piani di azione per l’arresto e il contenimento del consumo di suolo, la prevenzione di fenomeni di dispersione abitativa e produttiva”.

Sicurezza, che risposte si possono dare all’esigenza elementare di vivere serenamente?

Occorre decidere assieme alla Prefettura ed alle Forze dell'Ordine: la spesa per l'installazione di telecamere di sorveglianza può dare risultati concreti o è meglio investire su una maggiore presenza di agenti sulle strade? Ad oggi sono in servizio notturno su tutto il territorio cesenate soltanto una volante dei Carabinieri ed una della Polizia, mentre la Polizia Municipale ha una pattuglia in servizio fino all'una di notte. Riteniamo questa copertura assolutamente insufficiente. Il Comune può prevedere incentivi per chi vuole proteggere la propria abitazione dai furti tramite porte blindate o sistemi di allarme. Occorre inoltre svolgere azioni di contrasto alle slot-machine: l'Italia è il primo paese al mondo nel gioco d'azzardo con le macchinette ed è ben noto il legame con criminalità organizzata e microcriminalità.

Se parliamo di opere pubbliche, quali progetti promuove e quali boccia per uno sguardo lungo sulla Cesena del futuro? Cosa farebbe Lei?

Proponiamo una grande opera pubblica: ritrovare la bellezza della città. Non confondiamo la bellezza con la stucchevole ricerca del decoro, fatto di fioriere, di arredi pacchiani e di rotonde plastificate. La bellezza è equilibrio, ricerca del senso condiviso, “meraviglia dell’inatteso”, cura quotidiana e collettiva del bene pubblico: la bellezza è l’essenza stessa della città e della sua meravigliosa utopia. A Cesena la città si è ridotta ad affare di ristretti addetti ai lavori: ceti politici, economici, professionali, imprenditoriali. Le priorità dell’economia, dello sviluppo urbano, dell’urbanistica, le forme dell’edificare sono temi che certo non vengono discussi in maniera approfondita con i cittadini, e comunque le ragioni vere di determinate scelte rimangono, ai più, totalmente incomprensibili. L’abitante non partecipa più alla costruzione materiale della città, ma neppure al disegno del luogo che abita. Il nostro Movimento si pone l'obiettivo di rivedere questo distruttivo modello di sviluppo: l’apporto della cultura ecologista, la coscienza del limite delle risorse, che è anche limite della città, è fondamentale nella critica allo sviluppo. Per ritrovare la bellezza della città, occorre allora dar corpo alla democrazia attraverso la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica della città; i cittadini devono essere nelle condizioni di poter, non solo dire la loro, ma incidere realmente nelle scelte, attraverso strumenti adeguati; agli abitanti deve andar riconosciuta la competenza propria di chi la città la abita e può, per questo, farsi portatore di istanze e idee importanti; occorre attivare una cittadinanza consapevole ed attiva rispetto a questa competenza.

Sanità, l’A.Usl Unica è ormai una realtà. Se del caso, quali modifiche apportare a questo progetto ancora in itinere?

La politica dei tagli lineari anche nel campo sanitario purtroppo ha portato al compimento di scelte gestionali ed organizzative discutibili. Una di queste scelte molto discussa è stata la nascita dell’A.Usl Unica della Romagna. Con una riduzione del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale di 30 miliardi, si corre il rischio di ledere il diritto universale alla salute e alle cure, inficiando in tal modo la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza. Per quanto riguarda l’istituzione dell’Ausl Unica della Romagna si è impostata sostanzialmente un’operazione di tipo manageriale, verticistico e poco democratico per i territori, che cerca di perseguire l’obiettivo del riequilibrio con interventi sul piano organizzativo, regolamentare e gestionale, tentando di salvaguardare il principio fondante dei Piani Attuativi Locali. La scelta di creare un’unica grande soggetto costringerà ad organizzare la nuova azienda sanitaria della Romagna senza tener conto delle caratteristiche dimensionali, geografiche, demografiche, istituzionali e socio-economiche dei singoli territori. Ora occorre potenziare il ruolo dei distretti socio sanitari. Essi sono l’ambito territoriale nel quale vanno erogati i servizi di assistenza sanitaria primaria, integrati con i servizi sociali. I distretti sanitari rappresentano l’ambito principale di programmazione dei servizi socio-sanitari e di gestione dell’offerta. La futura riorganizzazione della rete assistenziale e della rete ospedaliera dovrà avvenire in modo graduale e con attenzione, su basi rigorose di riferimento e implementando, sul territorio in prossimità ai cittadini, tutti quei servizi alternativi al ricovero ospedaliero che oggi non sono sempre offerti in maniera soddisfacente.Nuclei di cure primarie, case della salute, assistenza domiciliare integrata sociale e sanitaria devono garantire alla popolazione un’equa distribuzione ed accessibilità di strutture e servizi qualitativamente adeguati su tutto il territorio.

Infine, il welfare e scuole, settori in cui il Comune può far molto. Ci sono novità e correttivi da apportare?

E’ fondamentale che i servizi sociali e sanitari dialoghino tra di loro e con i cittadini per dare risposte univoche ai bisogni espressi, e per disegnare un modello alternativo di gestione del welfare che sappia mettere al centro la persona come soggetto attivo, superando il modello puramente assistenziale che non dà soluzioni ai problemi, anzi li cronicizza. Questo processo richiede l’elaborazione di politiche coerenti, piuttosto che una serie di servizi più o meno estesi a seconda della disponibilità finanziaria, serve l’elaborazione di una strategia che identifichi i bisogni della comunità. Noi proponiamo l’adozione del Piano Regolatore Sociale (PRS) quale strumento per la ristrutturazione del sistema locale del welfare e quale documento programmatico di definizione delle politiche sociali per il Comune di Cesena.

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La scuola è lo strumento per piantare, coltivare e far crescere il seme di speranza e del cambiamento. La difesa della centralità del ruolo della scuola pubblica, a partire dalla scuola dell'infanzia, deve innanzitutto passare per la valorizzazione dei suoi servizi e delle strutture scolastiche di proprietà pubblica. Nei prossimi anni il Piano degli investimenti per le opere pubbliche delle amministrazioni comunali e provinciali dovrà privilegiare questa tipologia di interventi: edifici scolastici a norma e funzionali, un efficiente sistema di trasporto scolastico, pari opportunità di accesso all’educazione in ogni ordine e grado.

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