E45-E55: "La corte dei conti blocca l'autostrada". Ma la lotta continua

I Movimenti, comitati, associazioni della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre si danno appuntamento al 20-21 settembre per giornate di mobilitazione in contemporanea su tutti i territori attraversati

“Autostrada Orte-Cesena-Mestre: vinta una battaglia, ma la lotta prosegue. La Corte dei Conti blocca questa nuova Autostrada”: soddisfazione del Movimento "Cesena SìAmo Noi", che aderisce alla Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, “E' presto per cantare vittoria, il decreto "Sblocca Italia" voluto dall'attuale Governo guidato da Renzi continua a spingere sulle “grandi opere” compresa l'Autostrada Orte-Cesena-Mestre. Le inchieste su MOSE e EXPO dimostrano come le “grandi opere” costituiscano la vera linfa vitale per le "cricche" del cemento e per le mafie di tutto il Paese. I partiti che governano e che vogliono le grandi opere sono coinvolti in pieno”, affermano dal Gruppo di Coordinamento del Movimento, Gianluca Amadio, Davide Fabbri, Davide Fagioli, Piero Guiducci, Vania Santi, Vittorio Valletta.

I Movimenti, comitati, associazioni della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre si danno appuntamento al 20-21 settembre per giornate di mobilitazione in contemporanea su tutti i territori attraversati: obiettivo lo stralcio definitivo dell’intero progetto. “Il rilievo della Corte dei Conti riguarda in particolare l’impossibilità, stante la normativa attuale, di utilizzare gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previste nel Piano Finanziario della Orte-Mestre. Inoltre nel medesimo Piano Finanziario si fa riferimento all’utilizzo indebito di un surplus aggiuntivo di remunerazione del capitale investito da parte dei privati. Tanto basta per bloccare la Delibera CIPE di approvazione del progetto preliminare e quindi anche la gara per la progettazione definitiva e l’assegnazione di appalti e concessione. I tempi dunque si allungano e questo è un bel vantaggio per i Movimenti e le Associazioni che osteggiano l’opera. - riporta la nota del Movimento - Sono preoccupanti  due aspetti: prima di tutto la disinvoltura con la quale il CIPE ha varato la delibera senza che ci fossero i presupposti necessari, la dimostrazione di come la “politica”, non curante di quanto sta emergendo dalle inchieste giudiziarie su MOSE e su EXPO, continui a forzare perfino le normative nazionali pur di agevolare i “grandi affari””.

“In secondo luogo il fatto che la stessa Corte dei Conti, dopo aver denunciato pubblicamente i rischi legati al Project Financing,  si sia limitata ad una pura analisi formale e procedurale della documentazione, senza mettere in evidenza il vero problema, e cioè l’insostenibilità dell’intero Piano Finanziario. Infatti i flussi di traffico previsti dagli stessi proponenti sono talmente bassi che le tariffe proposte sarebbero le più care in Europa. Ed è logico che più care sono le tariffe, e più cittadini e trasportatori si riverseranno sulle strade normali rendendo impossibile il rientro del capitale investito. A quel punto, con il solito sistema truffa del Project Financing, sarà lo Stato ad dover intervenire con ulteriori risorse economiche”, continua la nota.

“Il dato vero è che questa nuova Autostrada, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile e distruttiva da qualsiasi punto di vista. La Orte-Mestre è stata pensata e voluta perché è una "macchina mangia-soldi" come e più del MOSE.  Del resto proprio dalle indagini sul MOSE, emerge in modo inequivocabile come la nuova Autostrada Orte-Mestre, del costo di almeno 10 miliardi di euro, fosse in cima agli interessi della "cricca" veneta del cemento, così come di quella genovese legata a Vito Bonsignore, e di quella legata alle Coop emiliane. Se a questo si aggiunge che la banca finanziatrice della cordata proponente, è la CARIGE (da pochi mesi al centro di un pesante scandalo per truffa), allora nessuno dovrebbe avere più alcun dubbio sulle insidie che si nascondono dietro a questa mega opera. Eppure il Presidente Renzi continua a sponsorizzare la Orte-Mestre come una delle grandi opere strategiche, tanto da inserirla nel decreto Sblocca Italia”.

“Quello che emerge dalle recenti inchieste della magistratura è che proprio le “Grandi Opere” pubbliche, gestite attraverso la Legge Obiettivo, i Commissari straordinari, il Project Financing, l’affidamento in concessione, sono state il mezzo, il terreno di cultura per costruire e alimentare vere e proprie cricche malavitose che coinvolgono in pieno anche i partiti. Ed è chiaro dunque che visti gli interessi in gioco non basteranno le Procure o le Corti dei Conti per abbattere né la Orte-Mestre, nè le altre decine di grandi opere inutili e dannose. E’ necessario uno scatto da parte dei movimenti, comitati e dei cittadini per porre definitivamente fine a questo sistema”. Dunque per "Cesena SìAmo Noi" e per tutto il variegato arcipelago di organizzazioni che costituisce la Rete Nazionale Stop Orte-Mestre, la mobilitazione per chiedere lo stralcio del progetto continua più forte di prima.

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