Cesena Siamo Noi: "Accessi in calo alla Malatestiana, anche le visite all'Aula del Nuti"

Cesena SìAmo Noi ha  evidenziato, in Consiglio Comunale, due aspetti critici del  rendiconto 2017 sulla cultura e i servizi culturali della Biblioteca Malatestiana

Cesena SìAmo Noi ha  evidenziato, in Consiglio Comunale, due aspetti critici del  rendiconto 2017 sulla cultura e i servizi culturali della Biblioteca Malatestiana, sia sulle spese che sui parametri per misurare gli obiettivi di gestione. Lo fa sapere una nota dello stesso movimento politico: “Per le spese, tra le città della regione con più di 50.000 abitanti, Cesena risulta nel 2016 alla  penultima posizione per spesa pro capite in cultura e con investimenti concentrati sul recupero edilizio senza una adeguata progettazione delle funzioni (i cosiddetti contenitori)”. 

Questa la critica: “Di fronte alla soddisfazione dell’amministrazione comunale, che parla di “motore culturale” e “indici di lettura tra i più alti della Romagna”, a noi sembra solamente un uso propagandistico e poco realista dei numeri. La frequentazione della Malatestiana, punto forte della campagna promozionale dell'amministrazione vede nel 2017 gli accessi alla biblioteca diminuire di circa 70.000 rispetto al 2016! Una flessione netta giustificata con una piccola postilla sui dati precedenti “viziati da errore di taratura”.Questo aspetto dà la conferma della fallacia di un sistema di misurazione che misura i soli ingressi col fine avvalorare il successo della Nuova Malatestiana”.  

“Il numero di visitatori all’Aula del Nuti (patrimonio UNESCO) registra tremila presenze  in meno nel 2017. Questo il risultato della grande attenzione proclamata dall’amministrazione sulla valenza turistica della Malatestiana?  In diminuzione anche i “nuovi utenti” che si registrano e accedono ai servizi bibliotecari. L’ “indice di fidelizzazione”, chiesto dallAIB,  e sollecitato  insistentemente da noi sin dal 2014, è stato adottato solo nel 2016, e cancellato quest’anno. Come misuriamo le nostre performance se cambiamo i parametri in continuazione?  La loro mancanza o difformità da un anno all'altro rende difficile una realistica valutazione. Inoltre, in alcuni casi, non è assolutamente chiaro con quale metodo vengano fatte le misurazioni”.

“Nella "Galleria" , di recente riarredata, i nuovi scaffali hanno ridotto ulteriormente lo spazio per i volumi messi a consultazione diretta. Dal 2014 assistiamo ad una diminuzione continua dei libri dello “scaffale aperto",  che è la modalità di fruizione riconosciuta come più adatta per una biblioteca pubblica che dovrebbe fornire il maggior servizio informativo possibile. 
Note dolenti anche per la “sala locale”, che ha peregrinato in tre diverse collocazioni in 4 anni, perdendo via via volumi a favore del magazzino. Quando si fanno scelte di questo tenore, fermo restando che molte sezioni a tutt’oggi sono smembrate tra la “galleria”, “piazzetta del sapere” e magazzino, a quali obiettivi si aspira?” 

A oggi rimane totalmente insoddisfacente inoltre la gestione degli spazi: mancanza di aule studio e l'utilizzo del magazzino esterno per il quale si paga un affitto di circa 70.000 euro all’anno! Dopo 4 anni non è ancora chiaro a quale utilizzo saranno destinati i locali che affacciano sul chiostro di S.Francesco e un tempo occupati dalla Biblioteca Ragazzi.

E conclude: “Temi che ciclicamente dobbiamo riproporre perché dal 2014 poco è mutato, nonostante i proclami. Rimaniamo in attesa del questionario di gradimento sui servizi, anche questo da noi sollecitato fin dal 2014, che presenta domande troppo generiche, che non entrano nel merito di alcune scelte fondamentali.  Se l’utilizzo reale dei servizi rimane nebuloso è invece incontestabile il forte traino del noleggio DVD (servizio ereditato dall’ex centro cinema), dato che viene utilizzato in maniera strumentale per innalzare a dismisura i numeri,  senza volere entrare nelle specificità dei due linguaggi: lettura e visione”.

“Rimane sul piatto il tema posto nelle scorse settimane dal professor Claudio Riva, ovvero l’autonomia della Biblioteca Malatestiana rispetto alla amministrazione. La figura del direttore richiesta non può prescindere da competenze specifiche, la delibera del 2014 ne aveva indicate due, salvo poi lasciarle nel cassetto al momento della valutazione dei curricula. Di certo l’autonomia della Malatestiana dovrebbe essere salvaguardata, nella sua specificità, per essere centro attrattore di studiosi e cittadini alla ricerca di informazioni e piacere della conoscenza”.

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