Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Celletti (Lega) contro il green pass obbligatorio: "Il sindaco lo vuole perché vede i no-vax come nemici"

“Le certezze granitiche del sindaco Enzo Lattuca in tema di ‘green pass’ non convincono. Lo affermo a titolo personale e da vaccinata".

“Le certezze granitiche del sindaco Enzo Lattuca in tema di ‘green pass’ non convincono. Lo affermo a titolo personale e da vaccinata. Il ‘green pass’ all’italiana presenta obiettivamente innumerevoli criticità. Forse a Lattuca è impossibile ammetterlo per motivi ideologici. Il ‘green pass’ è un modo surrettizio per rendere obbligatorio un vaccino senza assumersene le responsabilità politiche”.
Questa la posizione di Antonella Celletti, capogruppo della Lega, al sindaco Enzo Lattuca, che sostiene l'ultimo decreto che rende obbligatorio il green pass per una serie di attività sociali, tra cui andare al ristorante, al cinema e al teatro.

“Si sarebbe potuta stabilire l’obbligatorietà del vaccino senza scorciatoie fittizie attraverso l’articolo 32 della Costituzione. Il ‘green pass’ non impone il vaccino, ma, se non lo fai, sei automaticamente escluso dalla socialità e dalla società. Ma non tutti coloro che sono contrari o scettici sul ‘green pass’ sono no-vax. Come faranno coloro che non possono vaccinarsi o i guariti dal Covid? Perché condannare gli indecisi, legittimamente preoccupati da sostanze (i vaccini) sperimentali, di cui non si conoscono ancora effetti e risultati? Tutte persone da non considerare pericolosi agitatori, ma soggetti che chiedono ascolto e chiarimenti e non ostracismi. Il ‘green pass’, quindi, interferisce in modo pesante sulle libertà individuali e sui diritti, stabilendo una linea di demarcazione fra cittadini di serie A e quelli ghettizzati  di serie B. Un fatto inaccettabile".

"Non ci stupiamo, tuttavia, che Lattuca non rilevi questo grave ‘vulnus’ a un sistema liberal/democratico. Il DNA culturale del PD è sempre quello ‘o la pensi come me o sei un nemico’. Ci sono poi altre considerazioni da fare: anche i vaccinati possono contagiare; i vaccini sono protezioni ‘individuali’; l’obiettivo ‘Covid zero’ è irrealizzabile visto che difficilmente i virus e le loro varianti svaniscono; è sconsigliato in altri Paesi la somministrazione dei vaccini ai giovani sotto una certa età; i controlli capillari riguardanti il ‘green pass’ non possono essere effettuati da persone non autorizzate all’esercizio di questo potere. C’è poi la questione delle incongruenze: niente ‘green pass’ per chi beve un caffè al bancone, ma obbligatorio per chi si siede al tavolo. Ma Lattuca scivola anche sui servizi essenziali. Chi decide quali sono i servizi essenziali? Il sindaco? E se consideriamo non essenziali tutti i servizi a cui non si può accedere senza ‘green pass’, è quasi certo che ci ritroveremo nella stessa situazione di impasse degli oscuri periodi di lockdown. Si sarebbe potuto dare il via libera a una sorta di ‘lasciapassare’ per alcuni eventi particolari, senza generalizzare. Si è proceduto diversamente alla faccia della ripartenza e della ripresa”.

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