Caso Carisp, è bufera politica: "Attacco scomposto, toccati nervi scoperti"

Davide Fabbri apriva un dibattito pubblico sul futuro della banca, i cui conti sono in difficoltà, ora anche i gruppi consigliari di Libera Cesena (centro-destra) e M5S chiedono formalmente dati e un dibattito in Consiglio Comunale

Il caso della Cassa di Risparmio di Cesena, con l'avvicinarsi dell'assemblea del 1 febbraio, fa surriscaldare il clima politico cesenate. Se inizialmente solo l'uscita pubblica dell'ex consigliere comunale Davide Fabbri apriva un dibattito pubblico sul futuro della banca, i cui conti sono in difficoltà, ora anche i gruppi consigliari di Libera Cesena (centro-destra) e M5S chiedono formalmente dati e un dibattito in Consiglio Comunale. Scelta duramente attaccata dal sindaco Paolo Lucchi, che parla di strumentalizzazione politica su un caso delicato e che non riguarda per niente l'amministrazione comunale.

EX CONSIGLIERE DAVIDE FABBRI - La reazione di Lucchi, tuttavia, ha suscitato un vespaio di polemiche. Risponde lo stesso Fabbri: “Diversi giorni fa evidenziavo la mia profonda indignazione per lo scandaloso silenzio della città sulle vicende della Cassa di Risparmio di Cesena. Rimarcavo l'inquietante silenzio delle forze politiche, delle associazioni economiche, degli imprenditori. Segnalavo l'ingiustificabile silenzio delle istituzioni locali (del sindaco Paolo Lucchi e dei consiglieri comunali), dato che il Comune di Cesena ha propri rappresentanti nella Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, Fondazione che controlla la banca. Da qualche giorno qualcosa si è mosso dalla "palude". I gruppi consiliari "Libera Cesena" e il "Movimento 5 Stelle" hanno legittimamente fatto il loro dovere, presentando interpellanze - se ne discuterà in Consiglio Comunale in seduta pubblica il 28 gennaio - chiedendo cioè informazioni e "analisi della solidità patrimoniale e della solvibilità economica delle banche presenti nel territorio comunale". L'uomo "solo al comando" Paolo Lucchi - abituato a tenere sotto silenzio le vicende più importanti della città e a costruire il consenso attraverso la propaganda - ha rilasciato dichiarazioni imbarazzanti e fuori luogo, criticando istericamente chi osa chiedere informazioni su una banca dove il Comune è coinvolto pienamente. Inorridisco”.

M5S – A rintuzzare Lucchi vi è anche il M5S cesenate: “Come cittadini, prima che come consiglieri comunali, siamo preoccupati per ciò che sta accadendo al sistema bancario cesenate. Sono ancora tutti da chiarire i contorni della vicenda che hanno portato al dissesto la BCC, che ha messo in difficoltà diverse famiglie cesenati, che comincia a circolare la voce di problematicità anche in uno dei colossi delle banche nostrane, la Cassa di Risparmio di Cesena. Alla prima occasione utile dopo il Consiglio comunale di approvazione del disastroso bilancio previsionale di questa Giunta, abbiamo presentato un interpellanza in Consiglio per poter avere risposta a domande che diversi cittadini si stanno ponendo: cosa succede alla CRC e che ruolo ha il Comune di Cesena in questo ambito. Dove sono custoditi i soldi dei cittadini di Cesena e quanto il Comune sta facendo per garantire e tutelare i suoi concittadini in tema di risparmio? Restiamo stupiti, per l’ennesima volta, dalla reazione “scomposta” del Sindaco e del vicesindaco, che parlano di attacco strumentale”. 

Sempre il M5S: “Probabilmente abbiamo toccato qualche nervetto scoperto se dei consiglieri comunali che stanno svolgendo il proprio ruolo di controllo dell’operato dell’amministrazione vengono “usati” per alzare una cortina di fumo su quanto sta accadendo alla CRC e alle banche cesenati in genere. A questo punto, ci domandiamo, cosa si nasconde? E’ normale che delle legittime domande, come al solito, diano cosi tanto fastidio? E’ normale che il nostro Comune, nelle vesti del Sindaco, debba inoltrare le nostre domande alla CRC per avere la risposta? Pur avendo un membro dell’amministrazione comunale all’interno della Fondazione? Allarmismo e strumentalizzazione sono bagaglio solo della propaganda del sindaco Lucchi che li usa quando è in grave evidente difficoltà come in questo caso. Non ci adegueremo mai a questo modo arrogante e supponente di fare "politica" che non porta alcun valore aggiunto alla città e nessun vantaggio ai cittadini.

PRI – A toccare il caso banche, senza citare la Carisp, è infine anche Mario Guidazzi del Pri, che si focalizza sulla questione del comparto Europa e il quartiere Novello: “Ci sono due fatti che quotidianamente sono annunciati, a caratteri cubitali, sulle pagine locali dei giornali: la crisi del settore edile e il problema delle banche. I due fenomeni sono strettamente legati e non sarebbe male che la Pubblica Amministrazione, Regione o Comune che sia, si ponessero il problema. Le sofferenze bancarie, infatti, sono in gran parte dovute alla crisi dell’edilizia, e le banche sono diventate ormai delle immobiliari perché hanno dovuto inglobare gran parte dell’invenduto costruito in questi anni”.

"Ancora oggi, sono oltre quattromila gli alloggi nuovi rimasti invenduti. Com’è possibile, dunque, sbandierare a destra e a manca come grande risultato la realizzazione del Quartiere Novello? A cosa serve? Di certo, non serve alle imprese locali, già coinvolte in un’operazione assai complessa quale è il comparto di via Europa; non serve alle famiglie che non hanno alloggio e a quelle alle quali il cosiddetto “social housing” non garantirà affitti “popolari” (per bocca dell’ass. Benedetti, al Novello si attestano dai 150 ai 200 euro, mentre l’ipotesi riportata dai giornali è di 500 euro a mq convenzionali, cioè due o tre volte i canoni attuali). Se il Comune avesse attivato un tavolo con banche e imprese avrebbe potuto ottenere molto di più, mentre oggi l’unico ad essere felice, forse, è Caltagirone. Faccio presente, infine, che la popolazione residente è in calo, per cui sicuramente minore è anche la richiesta di alloggi”.

CESENA SIAMO NOI - Intreccia il caso banche e Quartiere Novello anche Tiziana Lugaresi, esponente della lista civica Cesena Siamo Noi: "L’operazione Novello, ovvero la costruzione di circa 340 unità abitative e circa 40 unità commerciali, tanto voluta dalla nostra Amministrazione, oltre ad essere un inutile progetto sotto il profilo sociale ed un pessimo investimento, rappresenta un serio concorrente a tutto il settore edilizio, già in sofferenza a causa dell'invenduto, e per questo, Il Novello, è e sarà un serio problema bancario. Attraverso il finanziamento di Cassa Depositi e Prestiti di oltre 42 Milioni di Euro (pari all’80% dell’investimento, le banche locali hanno preferito non partecipare) e la successiva immissione di nuovi alloggi a prezzi di poco inferiori al mercato attuale, non si farà altro che aggravare la possibilità per la banche di vedersi rimborsato il capitale finanziato. L’esposizione bancaria nel settore immobiliare ha cifre da capogiro, al pari della percentuale dei crediti incagliati, inesigibili o di difficile realizzo legati al settore edilizio".

Rilevano dalla lista: "CRC l’1 febbraio si riunirà in Assemblea Ordinaria degli Azionisti per decidere il suo prosieguo e capire quanto e se, gli azionisti, semplici risparmiatori, anche semplici correntisti, si vedranno rimborsate le proprie azioni. Una storia già vista recentemente con BRC. CRC è esposta per oltre 20 Milioni di Euro nel confinante e di prossima inaugurazione Comparto Europa. Questo è solo un esempio di cosa rappresenta l’operazione Novello per il comparto bancario, perché tutti gli istituti finanziari, tutte le banche, locali e non, hanno in pancia, all’interno dei loro bilanci, tanti crediti incagliati che sempre più difficilmente troveranno realizzo, legati alle costruzioni. Questo un altro motivo per cui Cesena SiAmo Noi dice No al Novello, non da' ricchezza al territorio, mina il sistema creditizio locale, non svolge alcuna finalità sociale".

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