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Cambiamo: "La didattica a distanza non è andata di pari passo con la riduzione del digital divide"

Le proposte della Lista Civica dopo la bocciatura del Tar all'ordinanza di Bonaccini sulla Dad al 100%

"Il TAR boccia la decisione del governo regionale guidato dal PD di Bonaccini di mantenere le scuole superiori con DAD al 100%. È una notizia di speranza per gli alunni e le tante famiglie della nostra regione che da mesi, anzi dallo scorso anno, soffrono le ripercussioni della mancata presenza a scuola. Certamente la pandemia impone decisioni ponderate e mai avventate: tuttavia le motivazioni del TAR, per quanto apprendiamo dalla stampa, imputerebbero alla Regione una eccessiva, immotivata e ingiustificata compressione del diritto allo studio". Così il gruppo consiliare della Lista Civica Cambiamo.

"A marzo - prosegue la lista civica - sarà un anno dall'entrata in vigore della DAD nella vita degli studenti ma ancora - lamentano i virologi - non esistono analisi né dati che possano far risalire all'ambiente scolastico la diffusione dei contagi. C'è bisogno infatti di capire con esattezza quanto le dinamiche scolastiche incidano sui contagi da Covid-19. Per questo riteniamo necessario rilanciare la necessità di effettuare una campionatura sulle scuole, come più volte suggerito dal dott. Crisanti, il biologo che ha portato a successo la cosiddetta "fase 1" in Veneto e magari potrebbe essere proprio l'Emilia Romagna a condurre questo studio, così da scongiurare iniziative sproporzionate, che acuiscono il disagio sociale e relazionale che i tanti giovani stanno vivendo senza poter frequentare la scuola. Oppure perché non studiare una modalità, come nella vicina Toscana, la quale ha riaperto fin dall'11 gennaio la didattica al 50% per le scuole superiori, pianificando per tempo il potenziamento del trasporto scolastico e la sorveglianza attiva alle fermate dei bus per mezzo di steward, in collaborazione con la PL e le forze dell'ordine. Perché da noi no?". 

"Infatti non bisogna sottovalutare come il perdurare della DAD non sia andato di pari passo con la riduzione del digital divide, una sfida tutta da colmare, specie per le periferie delle nostre città e per chi in casa deve sostenere più di una connessione, magari con i genitori che lavorano in smartworking (a proposito che ne è dell'ufficio che doveva nascere in seno al Comune di Cesena, per dare assistenza e risposte in termini di divario digitale?). Infine, per garantire al meglio la sicurezza negli ambienti scolastici, occorrerebbe potenziare maggiormente lo screening con tamponi e tracciamento, e in ottica vaccinazione, porre in cima il personale scolastico, insegnanti e personale ATA, quando invece ora gli operatori della scuola, rischiano di non veder completata la copertura fino al prossimo anno scolastico". 

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