Il Premio Moretti 2019 seleziona le grandi opere di filologia e critica letteraria

Nella sezione "Filologia" trionfa Elena Maiolini, mentre per la storia e critica letteraria si impone Ida Campeggiani. Viene assegnato anche il Premio alla Carriera a Pier Vincenzo Mengaldo

La Giuria del Premio Moretti, composta da Gian Luigi Beccaria, Vittorio Coletti, Franco Contorbia, Renzo Cremante e Giulio Ferroni ha designato i vincitori della XIV edizione del Premio Moretti, concorso unico in Italia riservato alla filologia e alla critica letteraria. 

Anche quest’anno la Giuria ha dovuto esaminare un consistente numero di opere (oltre cinquanta per la sezione di "Storia e Critica", una trentina per la sezione "Filologia"), che disegnano un panorama ricco e articolato, anche dal punto di vista geografico, dei giovani italianisti e dei loro studi.

Per la prima sezione, riservata alla "Filologia", la Giuria del Premio ha posto la sua attenzione su cinque opere finaliste che ha voluto segnalare:

  • Antonino Antonazzo, Il volgarizzamento pliniano di Cristoforo Landino, Messina, Centro Internazionale di Studi Umanistici, 2018;
  • Publio Virgilio Marone, Æneis. Volgarizzamento senese trecentesco di Ciampolo Di Meo Ugurgieri, a cura di Claudio Lagomarsini, Pisa, Edizioni Scuola Normale Superiore, 2018;
  • Niccolò Tommaseo, Canti Greci, a cura di Elena Maiolini, Parma, Fondazione Pietro Bembo / Ugo Guanda Editore, 2017;
  • L’Ecclesiaste in volgare. Edizione critica e studio delle quattro traduzioni medievali a cura di Sara Natale, Firenze, Edizioni del Galluzzo-Sismel, 2017;
  • Amico dell’Ottimo. Chiose sopra la «Comedia», a cura di Ciro Perna, Roma, Salerno, 2018;

assegnando all’unanimità il premio al volume curato da Elena Maiolini.

Per la seconda sezione, dedicata agli studi di storia e critica letteraria, il quadro è più vario e diversificato, lungo un arco cronologico ed una geografia letteraria che spazia dal Trecento al Novecento, con più larga messe di opere relative alla letteratura del secolo scorso, ma non senza qualche attenzione per l’attualità, per le implicazioni comparatistiche e per le sistemazioni teoriche. Naturalmente ampio il ventaglio delle strumentazioni metodologiche e delle prospettive storiografiche e critiche.
Anche in questo caso, per la seconda sezione riservata alla «Storia e Critica Letteraria», la Giuria ha circoscritto il proprio giudizio a cinque opere degne di essere segnalate:

  • Lucio Biasiori, Nello scrittoio di Machiavelli. Il Principe e la Ciropedia di Senofonte, Roma, Carocci, 2017;
  • Ida Campeggiani, L’ultimo Ariosto. Dalle Satire ai Frammenti autografi, Pisa, Edizioni Scuola Normale Superiore, 2017;
  • Federico Di Santo, Il poema epico rinascimentale e l’“Iliade”: da Trissino a Tasso, Firenze, SEF editrice, 2018;
  • Matteo Grassano, Il territorio dell’esistenza. Francesco Biamonti (1928-2001), Milano, FrancoAngeli, 2019;
  • Vincenzo Vitale, Secondo i precetti della perfetta amicizia. Il Novellino di Masuccio tra Boffillo e Pontano, Roma, Carocci, 2018.

E ha deliberato di assegnare il premio al volume di Ida Campeggiani.

Infine la Giuria ha deliberato all’unanimità di assegnare il Premio alla Carriera a Pier Vincenzo Mengaldo, uno dei maggiori intellettuali italiani del nostro tempo, storico della lingua italiana, filologo, critico letterario e professore universitario.

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 26 ottobre dalle ore 18 nel Teatro Comunale di Cesenatico, con la conduzione di Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio Tre.

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