Portiamoci in viaggio l’amore per la natura

La Commissione europea finanzia ECORUTOUR, un progetto che vuole risvegliare la consapevolezza ambientale in ambito turistico, mettendo a fuoco i consumi di CO2

di Luigi Bairo

Chi ama l’ambiente non gli riserva un’attenzione a intermittenza come le targhe alterne, ebbene sì, dall’ambientalismo non esiste vacanza. Innanzitutto sulla spinta di questa considerazione è nato il progetto ECORUTOUR (Turismo rurale ambientalmente compatibile in aree protette per uno sviluppo sostenibile a bassa emissione di gas a effetto serra).

L’iniziativa, cofinanziata al 50% dalla Commissione Europea D.G. Ambiente Unità Life + Environment Policy and Governance, si pone l’obiettivo di diffondere nel settore del turismo rurale la consapevolezza dell’effettiva emissione di CO2 sia a livello del fornitore di servizi che dell’utente, in particolare agendo a livello di servizi turistici offerti nelle aree protette, dove maggiore è l’importanza del rispetto e della salvaguardia ambientale, operando in diverse direzioni.

Gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio nazionale del Turismo sui movimenti turistici in Italia parlano di una crescita in termini di fatturato del 9,9 per cento rispetto ai primi 7 mesi del 2012, cui si accompagna una crescita della spesa dei turisti stranieri del 2,2 per cento. A questi dati fa, però, da contraltare un netto calo dei turisti italiani sia in termini di arrivi (-10,1 per cento) che di presenze (- 10,2 per cento), una sostanziale tenuta degli stranieri e, complessivamente, un calo di oltre 5 punti percentuali dell’intero movimento turistico.

È proprio in questo contesto internazionale che si è inserita la Conferenza Finale del progetto LIFE Ecorutour, tenuta presso la sede bolognese della Regione Emilia Romagna, in cui si è posta l’attenzione sull’importanza di interrogarsi sui temi della sostenibilità legati al turismo. L’attenzione alla sostenibilità ambientale di una destinazione turistica è davvero un elemento premiante nella scelta del turista internazionale? Quali scelte di sostenibilità di un territorio o di una struttura sono maggiormente apprezzate? Perseguire il turismo sostenibile ha un rapporto positivo tra costi e benefici?

Un Paese a vocazione turistica come il nostro non può prescindere da tali considerazioni e il progetto ECORUTOUR offre il suo contributo concreto al tema in particolare operando in queste direzioni:

1) favorendo la conoscenza dell’emissione effettiva di CO2 dovuta alla preparazione di pasti secondo differenti modalità (catering tradizionale, chilometro zero, etc.);
2) fornendo indicazioni sulla reale produzione di CO2 legata alla fornitura di servizi di ricettività agrituristica;
3) valutando l’impatto in termini di emissioni di CO2 derivante dai viaggi del turista.

In particolare, nella parte del sito progettuale della regione Emilia-Romagna dedicato ai Parchi Naturali del Delta del Po, si evidenzia che esistono realtà tutelate paesaggisticamente da strumenti legislativi, dove si avverte però la mancanza di un’azione che favorisca un approccio ecologicamente più corretto per la gestione dei flussi e dei servizi agro-turistici attraverso l’acquisizione di maggiore consapevolezza al problema da parte dei fruitori dei servizi turistici, degli operatori e dei gestori.

Il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, infatti, possiede caratteristiche territoriali ed ecologiche che lo rendono unico nel suo genere. Copre una superficie complessiva di oltre 54mila ettari di aree considerate tra le più produttive e ricche di biodiversità. Pur essendo una delle Aree Protette più antropizzate ed economicamente sviluppate del Paese, il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate.

È il rapporto instabile tra acqua e terra, il loro sempre precario equilibrio, che nel Delta del Po ha determinato un paesaggio così mutevole in cui boschi, pinete e foreste allagate si alternano a zone umide interne d’acqua dolce o salate. La biodiversità nel comprensorio deltizio è straordinaria. Nel territorio sono presenti 11 “Zone umide di importanza internazionale” registrate nella Convenzionedi Ramsar (Iran 1971), 18 “Siti di Interesse Comunitario” (direttiva 92/43/CEE) e 16 “Zone di Protezione Speciale” (direttiva 79/409/CEE) per la conservazione degli Uccelli.

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