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Ex Centro Multiculturale di Via Ex Tiro a segno: "Un altro bene comune perduto"

Redazione

Anni fa aveva sede in Via Ex Tiro a segno a Cesena il Centro Multiculturale dove si tenevano corsi di alfabetizzazione per immigrati e altre attività multiculturali. Poi il Centro Multiculturale è stato trasferito in centro a Cesena e lo spazio è rimasto vuoto, pare in via di 'vendita' rimanendo sempre in carico, per quanto ne sappiamo per vie ufficiose, ai servizi sociali. Non è una grande struttura ma, secondo noi, sufficientemente spaziosa e funzionale che poteva ospitare varie associazioni e realtà di base che si propongono per le loro attività sociali e culturali utili alla città e alle persone meno abbienti. In sintesi avrebbe potuto essere un crogiolo di esperienze diverse: da chi opera per la salvaguardia della salute e dell'ambiente, a gruppi di auto-acquisto e collette alimentari, a chi promuove una cultura anti-razzista o dei diritti dei lavoratori, servizi per i migranti o pedagogia alternativa per bambini, corsi di lingue e altro ancora. Inoltre si sarebbe potuto ricavare una saletta per incontri pubblici a disposizione gratuitamente di tutti per conferenze, presentazione di libri. Per permettere a singoli o gruppi informali, non in possesso di statuti o iscrizioni ad albi, di esercitare il loro diritto di espressione sancito dalla nostra Costituzione. Mentre adesso i regolamenti comunali obbligano a presentare statuti associativi legalmente riconosciuti con l'iscrizione ad albi con spese amministrative insostenibili per aver sale a disposizione, anche in questo caso a costi proibitivi. Le stesse sale dei quartieri sono sempre occupate,si pagano ed è difficile trovarle libere. Abbiamo constatato invece, passando per Via Ex tiro a segno, che all'ingresso dello stabile c'è una nuova insegna della Associazione Arma Aeronautica che lascia presumere chi siano i nuovi assegnatari. Se così fosse sarebbe l'ennesima dimostrazione di quale siano le priorità “sociali” dell'Amministrazione comunale. Sarebbe dunque lecito domandare per quale motivo uno spazio in carico ai servizi sociali viene concesso ad una associazione di militari dell'Arma aeronautica, istituzione notoriamente che non soffre di sofferenze di bilancio visto i cospicui miliardi ricevuti da tutti i governi in queste ultime decadi. Sia chiaro: non ci stupiscono le “simpatie” militariste di chi governa la città, ribadite palesemente in passato verso le bombe “umanitarie” della Nato che partivano dalla base Nato di Pisignano. Ci indigniamo invece con chi un anno fa scendeva in piazza contro Salvini e i fascisti per difendere la Cesena “democratica” e oggi tace di fronte a questi fatti, ormai divenuti prassi ordinaria, che tendono a marginalizzare le espressioni dell'attivismo sociale e culturale indipendente e senza fini di lucro riducendo sempre più gli spazi di agibilità democratica verso chi non ha finanziamenti più o meno occulti. Difficile dunque distinguere nella sostanza la destra forcaiola dalla sinistra liberista e militarista . Evidentemente ognuno fa i suoi “giochi di ruolo”. Siamo in piena restaurazione. Tempi duri.

Collettivo Sankara Cesena

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