Storia dell'arte: Enrico Baj e il Funerale dell’anarchico Pinelli

E’ dedicato all’artista Enrico Baj e alla sua opera dimenticata “Funerale dell’anarchico Pinelli” la conferenza che il professore Renzo Golinucci terrà mercoledì 15 maggio alle 17.00 nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana. L’appuntamento rientra nel ciclo di incontri dedicati all’arte dal dopoguerra agli anni ‘60, curato dall’Associazione Amici dell’Arte di Cesena.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, Enrico Baj (1924-2003) tiene la sua prima personale alla Galleria San Fedele di Milano nel 1951. Durante la sua carriera artistica aderisce a diversi movimenti, come il Nouveau Réalisme, il Surrealismo, la Patafisica e il Movimento Nucleare, oltre ad essere profondamente influenzato dal Surrealismo e dal Dadaismo. Con le sue opere, Baj ha sempre cercato di trasformare la realtà tramite la sua personale interpretazione fino ad arrivare alle dimensioni atomiche: tramite l’utilizzo di materiali diversi tra loro come medaglie, bottoni, passamanerie, legno, stoffe e tubi idraulici, realizza dripping e collage con i quali restituisce una visione mostruosa del mondo. Ne è un esempio la sua opera monumentale del 1972 “Funerale dell’anarchico Pinelli” (12 m di lunghezza per 3 m di altezza) in cui appaiono 18 figure di legno unite con la tecnica del collage.

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