Chi ha fatto questo orrore?

Si narra che. alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, l’ambasciatore nazista di Francia Otto Abetz si fosse recato nell’appartamento parigino di Pablo Picasso e, notando sul tavolo una foto del quadro Guernica, gli avesse chiesto: “Avete fatto voi questo orrore, Maestro?" Al che l’artista rispose: "No, è opera vostra."

Quello che sta accadendo oggi nel panorama politico italiano è la stessa cosa: la cosiddetta “antipolitica”, impersonata oggi da Beppe Grillo (in verità nata vent’anni fa), è conseguenza diretta di decenni di promesse non mantenute, di sprechi inammissibili di risorse, di scandali a dir poco imbarazzanti, di inciuci elettorali ed intrighi di palazzo, di diarie e vitalizi esorbitanti, del trionfo dei furbi sugli onesti; insomma, dell’accumulo di aspettative disattese e di delusioni cocenti.

È un fatto che l’italiano medio non si interessi più di tanto alle dinamiche politiche perché troppo complesse e faticose (e un po’ sterili), ma è altrettanto vero che una parte consistente di rappresentanti, pagati profumatamente per adempiere a un servizio pubblico, si siano seduti sugli allori, incuranti del declino di interi settori del Paese, soprattutto al Sud.

Ma la cosa inammissibile, incomprensibile è che, all’indomani del voto alle elezioni regionali della Sicilia, nessuno statista (ne esistono ancora?) abbia l’onestà e il coraggio di dichiarare che un partito vincitore non c’è e che stavolta, a prevalere, sia stata la preoccupante disaffezione degli elettori. Se cioè sommiamo la percentuale di preferenze, chiaramente di protesta, date al Movimento 5 Stelle (18%) a quella fetta di siciliani che non si è recata alle urne (53%), ne risulta un dato inequivocabile: ad aver fallito è la politica con la “p” maiuscola. Come ha affermato Marco Travaglio: “L’astensionismo e il boom di Grillo sono due facce della stessa medaglia. Pensiamo a quanta gente non sarebbe andata a votare in più, se non ci fosse stata l'offerta del Movimento 5 Stelle”.

È la sconfitta politica più clamorosa che la Sicilia potesse subire nel suo complesso, questa è la triste verità. Questa è l’antipolitica galoppante, non Grillo. Il guaio è che l’affluenza alle regionali siciliane è scesa di venti punti percentuali rispetto alle elezioni del 2008 e si continua a far finta di niente. Mentre il segretario del PD Pierluigi Bersani festeggia e parla di “risultato storico”, non dice che il suo partito – forse l’unico vero partito riformista rimasto – è calato a picco: da 505.420 consensi a 257.274. Un crollo di quasi il 50%! Senza quindi andare a scomodare le recenti manifestazioni neo-fasciste, avverse per natura al regime democratico, è invece sotto gli occhi di tutti una grave disaffezione verso le istituzioni rappresentative in toto, verso il concetto stesso di democrazia da parte dei siciliani di oggi (e degli italiani che si recheranno alle urne il prossimo aprile) del quale nessuno se ne vuole fare carico! Questo è il dramma! Chi ha fatto questo orrore, Maestro?

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