L'inferno è finito, col pari a Giulianova è serie C: dopo tanta sofferenza Cesena può fare festa

L'1-1 sul campo del Real Giulianova basta al Cavalluccio per festeggiare la promozione in C e iniziare la risalita dopo il doloroso fallimento

Foto Facebook Cesena Fc

Sono le 16:51 quando il Cesena è ufficialmente in serie C. Un punto era sufficiente e un punto è arrivato a Giulianova. Le marcature di Alessandro all'11esimo e Tozzi Borsoi al 29esimo: due reti davvero di pregevole fattura. Poi è solo e soltanto festa per gli oltre 900 tifosi bianconeri che hanno seguito il Cavalluccio nell'utimo atto della stagione. Fa festa anche il Giulianova che mantiene la categoria.

Real Giulianova-Cesena per i tifosi era iniziata venerdì alle prime ore del mattino con i botteghini letteralmente presi d'assalto: bruciati in poche ore i circa 900 biglietti messi a disposizione dal club abruzzese. Meteo variabile alllo stadio Rubens Fadini di Giulianova, ma non ai livelli del nubifragio che si è abbattuto sulla Romagna. Angelini affronta l'ultima fatica della stagione con l'esperienza di Biondini e De Feudis a metà campo, in avanti Tonelli, Munari e Alessandro a supporto di Alessandro. Gara dal sapore particolare per Biondini, che lascia il calcio giocato ma anche per il centravanti della squadra di casa Tozzi Borsoi, che a 40 anni appende gli scarpini al chiodo.

La cronaca

All'11esimo il Cesena passa in vantaggio: assist perfetto di Tonelli per Alessandro, che non si fa pregare e infila con un morbido pallonetto il portiere di casa. Al 29' il Giulianova pareggia: aggancio perfetto di Romano Tozzi Borsoi che mette la palla sotto l'incrocio dei pali. Una 'perla' del 40enne attaccante su cui Agliardi non può nulla. Si gioca con un orecchio agli altri campi, soprattutto il Giulianova interessato al risultato di Forlì-Recanatese. Si va al riposo sull'1-1. Un punto che significherebbe promozione in C per il Cesena e salvezza per il Real Giulianova.

Il Cesena punta molto sul possesso palla nella prima fase del secondo tempo. Cantano entrambe le tifoserie, che sentono vicini i rispettivi obiettivi stagionali. In campo le squadre sono molto accorte e non hanno nessuna intenzione di prendersi rischi inutili, ritmi bassi sul rettangolo verde. Al 28' sciarpata che copre tutto il settore distinti, occupato dai tifosi bianoneri, già pronti alla festa. Al 31' fuori Munari, dentro Zammarchi. Dopo pochi minuti c'è posto anche per il cesenate doc Capellini al posto di Tonelli. Al 43' standing ovation per Tozzi Borsoi, all'ultima gara della sua carriera. Scorrono i titoli di coda sulla partita, con il presidente Patrignani, gli Stati generali del club, insieme agli oltre 900 appassionati tifosi bianconeri, che possono far esplodere tutta la loro gioia.

Il Matelica polemizza: "Noi vincitori morali del campionato"

Sono serviti 83 punti per avere la meglio del mai domo Matelica, e tornare meritatamente tra i professionisti. Una promozione voluta fortemente, cercata e sudata, merito della società, del ds Pelliccioni e del presidente Patrignani, che ha confermato l'allenatore nei momenti più difficili. Merito dello stesso Angelini, che tra le critiche forse a volte ingenerose, ha saputo portare la barca in porto. Alla fine quello che tutta la piazza voleva: iniziare la risalita dopo un doloroso fallimento. Merito di un pubblico straordinario, al Manuzzi autentico 12esimo uomo in campo. Merito ovviamante dei giocatori, il re del gol Ricciardo e Alessandro su tutti, ma anche dei senatori Biondini, De Feudis e Agliardi, uomini simbolo dentro e fuori dal campo. E ora? E' tempo di festeggiare, ma presto sarà tempo di programmare e di costruire il Cesena del futuro, perché la serie C incombe, e le difficoltà aumenteranno.

Il Cesena è pronto per la festa in Piazza

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