"Se il posto fisso è un miraggio, fare impresa può essere l'alternativa"

"Il nostro sistema economico - spiega il referente Riccardo Cappelli - vive un problema di cui si parla troppo poco, impegnati come siamo nel ragionare quasi sempre sulle esigenze del breve termine"

Laboratorio Cesena, il movimento di idee nato su iniziativa di otto giovani cesenati, con l’obiettivo di favorire il dibattito politico-culturale cittadino, fornendo un nuovo punto di vista e proposte concrete a coloro che hanno il compito di attuarle, sprona le istituzioni "a fare di più per promuovere l'imprenditoria giovanile". "Il nostro sistema economico - spiega il referente Riccardo Cappelli - vive un problema di cui si parla troppo poco, impegnati come siamo nel ragionare quasi sempre sulle esigenze del breve termine. Ci riferiamo alla scarsa propensione dei giovani ad avviare nuove attività imprenditoriali. I dati della nostra Camera di Commercio parlano chiaro: le imprese giovanili (ovvero composte in maggioranza da under-35) nel territorio rappresentano solo il 6,8% del totale delle imprese attive. Inoltre stando ai dati del 2017, le imprese giovanili della provincia risultano in calo: -6% circa rispetto all’anno precedente".

"Questi dati paiono inspiegabili - viene rimarcato -. Da una parte, infatti, sono tantissime le iniziative pubbliche e private che vanno ad agevolare la nascita di nuove imprese (fondi di garanzia, corsi sull’autoimprenditorialità, incubatori di impresa, premi e bandi di concorso, regimi fiscali agevolati, ecc). Allo stesso tempo permangono le difficoltà di un mercato del lavoro che anche a livello locale non sembra premiare particolarmente i giovani: solo il 28% delle nuove assunzioni programmate riguarderà under-30, il 10% delle assunzioni sarà relativo a profili con laurea e per l’80% gli impieghi offerti saranno a termine (indagine Excelsior/Unioncamere). Alla luce di tali elementi, e dell’esperienza quotidiana di tanti nostri coetanei, viene da chiedersi come mai se il “posto fisso” di qualità oggi è spesso un miraggio non ci sia contemporaneamente una spinta significativa alla creazione di nuove imprese".

"Oltre alle difficoltà dei giovani a realizzarsi, osserviamo diverse attività sane che purtroppo cessano l’attività per mancato ricambio generazionale oppure vengono cedute a realtà esterne al territorio, disperdendo conoscenze ed indebolendo progressivamente quel tessuto imprenditoriale fatto di tante micro e piccole imprese che ha determinato lo sviluppo della Romagna - viene sottolineato -. E’ evidente che qualcosa non funziona e che questo tema dovrebbe essere in cima alle priorità della classe politica, sia nazionale che locale, perché se non ci sono imprese non c’è neppure il lavoro dipendente né ci può essere sviluppo per il territorio. Chiaramente non mancano le esperienze positive, ma in generale le iniziative appaiono troppo frastagliate, deboli e – almeno per ora – incapaci di invertire il trend".

"Le motivazioni sono certamente complesse e di diversa natura - viene aggiunto -. Tre sono gli aspetti che ci permettiamo di evidenziare: la permanenza di una visione sfavorevole circa la “professione” dell’imprenditore da parte dei giovani, frutto di un vecchio retaggio culturale ma anche di un sistema scolastico e formativo che non valorizza adeguatamente l’autoimprenditorialità né più in generale l’impiego presso le piccole e medie imprese. In secondo luogo l’aver incentrato la comunicazione e le principali agevolazioni pubbliche sulle cosiddette “start-up innovative” e/o a forte impronta tecnologica, sebbene ciò non corrisponda alla vocazione del nostro territorio e siano meno di cento le realtà di questo tipo nella provincia. Per finire, la difficoltà a portare avanti un’impresa a causa di un contesto burocratico, fiscale e giuridico non favorevole, anche se negli ultimi tempi sembrano esserci alcuni segnali incoraggianti (si pensi alla flat tax per le partite iva individuali)".

"Come Laboratorio Cesena - conclude Cappelli - vorremmo che il tema dell’imprenditoria giovanile fosse al centro del dibattito nei prossimi mesi e avvieremo una serie di incontri per chiedere a tutti gli attori coinvolti di fare la propria parte, attivando se possibile una cabina di regia che coordini le varie azioni a favore delle nuove imprese".

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