Disoccupazione in calo, l'analisi della Camera di Commercio: sono circa 9mila quelli senza lavoro

Il Quaderno di Statistica "Istruzione e lavoro 2018", da cui è tratta l’analisi, è strutturato in due report provinciali

In provincia di Forlì-Cesena sono 163 le scuole di ogni ordine e grado (153 statali e 10 paritarie), con una popolazione scolastica complessiva (bambini, ragazzi e adulti delle scuole serali) di 47.711 iscritti nell’anno scolastico 2018/2019; rispetto all’anno scolastico 2013/2014, le iscrizioni sono aumentate del 4,2%: +4,3% nelle scuole statali, nelle quali si concentra il 97,4% del totale degli alunni, e -1,6% nelle scuole paritarie. E' quanto emerge da un'analisi condotta dalla Camera di Commercio della Romagna. "Il percorso “istruzione e lavoro” è oggetto di particolare attenzione da parte dell'ente camerale in quanto riveste un ruolo cruciale nei processi di inclusione e coesione e quindi di sviluppo delle persone, delle nostre imprese e del nostro territorio - commenta il presidente Alberto Zambianchi -. Il Quaderno di Statistica "Istruzione e lavoro 2018", da cui è tratta l’analisi, è strutturato in due report provinciali, uno per Forlì-Cesena e uno per Rimini, ed è uno strumento ricco di informazioni utili alla conoscenza e alla governance di questi importanti fenomeni".

I dati

Il 37,8% della popolazione scolastica frequenta le scuole primarie, il 23,5% le scuole secondarie di primo grado e il 38,7% le scuole secondarie di secondo grado o superiori. Il 44,0% degli studenti delle scuole superiori è iscritto ai licei, il 37,1% agli istituti tecnici e il restante 18,9% agli istituti professionali; tra queste, le principali scuole per numero di iscritti risultano, nell’ordine: liceo scientifico (19,2% del totale degli iscritti nelle scuole superiori), istituto tecnico industriale (12,6%), istituto tecnico commerciale (11,7%), liceo delle scienze umane (10,2%), liceo linguistico (8,4%) e istituto tecnico agrario (6,1%). Rispetto all’a.s. 2013/2014, si riscontra una diminuzione, seppur lieve, delle iscrizioni nelle scuole primarie (-0,4%) e un aumento delle stesse sia nelle scuole secondarie di primo grado (+6,4%) sia in quelle di secondo grado (+7,7%); riguardo a quest’ultime, si assiste ad una decisa crescita degli iscritti nei licei (+21,8%) e, contestualmente, ad un calo sia negli istituti tecnici (-1,6%) sia negli istituti professionali (-0,7%).

I diplomati a fine anno scolastico 2018/2019 sono stati 3.083 (+12,8% rispetto all’a.s. 2013/2014): 1.562 femmine e 1.521 maschi, 3.057 da interno e 26 da privatista. Nel dettaglio, il 44,2% ha sostenuto e superato l’esame di maturità nei licei, il 36,5% negli istituti tecnici e il 19,3% in quelli professionali. Sono 219 i corsi di formazione professionale e tecnica avviati nel 2018, triplicati rispetto al 2013 (+208,5%), che hanno visto la presenza di 4.797 partecipanti, anch’essi in forte aumento (+225,2%). L’anno accademico 2017/2018 registra 8.585 residenti iscritti alle Università italiane (35,7% nell’area scientifica, 30,8% nell’area sociale, 18,9% nell’area umanistica e 14,6% nell’area sanitaria) con un incremento quinquennale del 2,9%; di questi, 6.803 sono iscritti all’Ateneo di Bologna (-5,0% rispetto all’a.a. 2012/2013). 10.708 sono invece gli studenti iscritti ai 2 Campus provinciali, con una variazione positiva, nel medio periodo, dell’1,4%; il 91,6% sono italiani (il 19,7% risiede a Forlì-Cesena, il 35,9% nelle altre province emiliano-romagnole e il 36,0% nel resto d’Italia) mentre l’8,4% risulta di nazionalità estera (soprattutto albanesi, cinesi, rumeni, sammarinesi e camerunensi). I laureati residenti (1.784 unità) nell’anno accademico 2016/2017 (ultimo anno di analisi) registrano, dal canto loro, un aumento, rispetto all’a.a. 2011/2012, del 5,1%; in diminuzione, invece, gli studenti laureati presso i Campus provinciali (2.513 unità, -1,3% nel medio periodo).

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Riguardo al mercato del lavoro, infine, positiva la crescita quinquennale degli occupati, da un lato, e la diminuzione, nello stesso lasso di tempo, dei disoccupati, dall’altro: +2,0% riguardo ai primi (176mila occupati nel 2018), con un tasso di occupazione che passa dal 67,2% nel 2013 al 68,4% nel 2018, e -18% con riferimento ai secondi (9mila disoccupati), con un tasso di disoccupazione che dal 5,9% che era nel 2013 diventa il 4,8% nel 2018. Significativa, inoltre, anche la riduzione del numero delle ore di cassa integrazione (1,3 milioni nel 2018): -87,7% la variazione 2018-2013, con un calo della CIG straordinaria dell’82,8% e di quella manifatturiera (77,0% della CIG complessiva) dell’85,2%. I dati riportati, estremamente sintetici, si riferiscono, ovviamente, alle dinamiche quantitative e non qualitative in atto anche nel mercato del lavoro locale.    

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