Giaceva nel sottosuolo da oltre 2.500 anni, spunta una ricca tomba principesca preromana

Ancora una volta il sottosuolo longianese si è rivelato ricco di un patrimonio archeologico che andrà ad arricchire il Museo del Compito

Un'antica pieve con un sepolcreto di 300 tombe, e la tomba di un aristocratico risalente al settimo secolo avanti Cristo. Sono i due straordinari ritrovamenti emersi durante gli scavi di indagine archeologica svolti tra Longiano e Savignano, nell'ambito dei lavori per la realizzazione della "Bretella del Rubicone", la strada che collegherà la via Emilia al casello A14 del Rubicone. Gli scavi hanno interessato un'area di circa 2000 metri quadrati, sono stati condotti dalla ditta Akanthos sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia di Ravenna, e hanno impegnato 12 archeologi e un restauratore. Dall’11 luglio al 25 ottobre questa squadra di esperti ha sondato la zona del cosiddetto Campo di San Pietro, arrivando a due inaspettati rinvenimenti di epoca preromana e medievale. Ancora una volta il sottosuolo longianese si è rivelato ricco di un patrimonio archeologico che andrà ad arricchire il Museo del Compito. Già un sondaggio del 2009 aveva sottolineato la necessità di approfondire le ricerche nel sottosuolo. 

Il VIDEO - "Non ci aspettavamo due rinvenimenti così eccezionali"

Gli ultimi scavi hanno portato alla luce quella che si ritiene l'antica Pieve di San Pietro, trovata completamente demolita con nelle vicinanze un sepolcreto di 300 tombe. A poca distanza dalla Pieve è stato rinvenuto un piccolo edificio, presumibilmente un battistero. A circa trenta metri di distanza la seconda importante scoperta. Una tomba principesca risalente alla fine del settimo secolo a.C., che porta a inquadrare il Compito, per questa fase così antica, come un luogo di residenza di una comunità ricca e articolata. All’interno di una fossa di grandi dimensioni (3,40 x 2 metri) è infatti stato trovato un ricco corredo composto da oggetti in ceramica, bronzo e ferro, riconducibili ad un personaggio maschile di alto rango, la cui appartenenza aristocratica si evince da oggetti particolarmente preziosi come un elmo, due schinieri bronzei, un carro e un ricco corredo da banchetto. Alcuni oggetti, come le ceramiche e l’elmo, evidenziano forti richiami al mondo piceno.

IL FOCUS - Cosa si è trovato esattamente negli scavi
IL FUTURO - "Il ritrovamento più importante in regione degli ultimi 30 anni"

L'obiettivo ora è quello di restaurare e mettere in esposizione questi nuovi e preziosi reperti nel giro di un anno. "Non è un sogno", commentano i relatori durante la presentazione dei ritrovamenti. La Soprintendenza, in accordo con le amministrazioni comunali di Savignano e Longiano, vuole procedere in tempi brevi per il progetto di restauro e valorizzazione dei reperti allestendo all’interno del Museo archeologico del Compito una vetrina progettata su misura . "Si tratta dei ritrovamenti più importanti degli ultimi 30 anni a livello regionale" sottolinea il sindaco di Savignano Filippo Giovannini. Secondo il Soprintendente Giorgio Cozzolino "i ritrovamenti confermano l'importanza di questo sito. Ma il bello deve ancora venire perché i reperti devono essere restaurati ed esposti, avere il Museo del Compito è davvero una fortuna". Annalisa Pozzi, della Soprintendenza di Ravenna sottolinea: "Già nel 2009 e 2010 erano stati fatti dei sondaggi e si sapeva che quest'area del Campo di San Pietro poteva essere interessante, però non ci aspettavamo dei ritrovamenti così eccezionali".

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