"Giovanardi" chiude dopo 55 anni: "Ricordo la Cesena bene che comprava gli abiti per andare al Bonci"

"E' molto cambiato il modo di vestirsi, come del resto è cambiato il nostro viale Carducci - ricorda Bruna Bianchi - In quegli anni era un'altra cosa, non era un viale solo per automobili"

Chiude un negozio storico di Cesena, un negozio che negli anni '60/'70 coi suoi originali tessuti inglesi e tagli unici rendeva donne e uomini eleganti e sempre all'ultima moda. Si tratta di "Giovanardi" in viale Carducci 35, aperto nel 1964 da Bruna Bianchi e dal marito Rino Giovanardi, entrambi sarti e appassionati di moda. "E' molto cambiato il modo di vestirsi, come del resto è cambiato il nostro viale Carducci - ricorda Bruna Bianchi - In quegli anni era un'altra cosa, non era un viale solo per automobili com'è adesso. Era il viale del passeggio dove il sabato pomeriggio le signore di Cesena sfoggiavano i loro abiti. Mio marito e io abbiamo aperto il negozio di sartoria nel '64. A quel tempo facevamo solo abiti su misura. Mio marito, che purtroppo è morto molti anni fa, serviva solo uomini. Io le donne, di tutte le età. In quegli anni di boom economico la gente ci teneva molto all'abito buono, quello della domenica o delle occasioni importanti".

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"Da noi, infatti, - continua Bruna Bianchi - venivano le donne anche per farsi gli abiti da indossare in occasione delle prime teatrali. Andare alla prima al Bonci, una volta, era un evento. Ora ci si va in jeans - sorride Bruna -  Era un piacere veder provare quegli abiti lunghi, luccicosi, eleganti. Ed è un piacere che provo tutt'ora quando aggiusto un abito o una gonna. Smetto perché sono anziana ma se fosse per la voglia e il piacere non smetterei. E' un lavoro bellissimo. Ogni donna ha uno stile e spetta a chi le veste o a chi le consiglia in un negozio, interpretarlo, farlo emergere". 

A metà anni Settanta il negozio si è iniziato a dotare anche di abiti confezionati. "Mio marito era appassionato della moda inglese, degli abiti e delle marche inglesi: Ballantyne, Barbour, Jaeger - continua Bruna - così abbiamo iniziato a prendere abiti confezionati, ma abiti di ottima fattura e soprattutto con tessuti fatti ancora col telaio, non come adesso che sono tutti uguali". "C'era molta più poesia anche nel vestirsi - le fa eco il figlio Gigi Giovanardi che ogni tanto l'aiuta nel negozio - i clienti guardavano molto alla qualità, un abito doveva servire anni, non tre mesi..." 

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Il negozio di abbigliamento sta facendo una grande svendita di tutti i capi in magazzino fino a fine febbraio, poi, quando si spegneranno le luci anche su uno dei negozi più antichi di Cesena, inizieranno i lavori di ristrutturazione per ospitare il prolungamento della pizzeria a fianco. Tutto in linea coi tempi che a fronte di numerose aperture di locali di ristorazione si vedono soffrire sempre più i negozi che vendono scarpe, abiti e accessori. Del resto se non abbiamo più l'abitudine di dedicare tempo alla scelta di abiti di buona fattura consoliamoci almeno con una piacevole cena fuori con gli amici.

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