Gioielleria storica stritolata dalla crisi, getta la spugna il giovane titolare: "Le ho provate tutte"

Addio a un marchio presente in città da quasi 30 anni: "Le ho provate davvero tutte, impossibile andare avanti"

Abbassa la saracinesca un'attività storica della città, un marchio che accompagna i cesenati da praticamente 30 anni. Queste sono le ultime settimane per la gioielleria Oro R di via Savio, siamo a pochi passi dall'Ippodromo, una delle zone più eleganti di Cesena.

Un'altra attività "stritolata" dalla crisi, un giovane che ci aveva provato. Mattia Mersecchi, 35 anni si è sfogato con un post su Facebook: "Dopo sei anni di fatiche, di ore non dormite, ho deciso di chiudere il negozio per salvare la mia salute". "Proprio così - spiega Mattia, alle prese con gli ultimi clienti del suo negozio - con grande rammarico ho deciso di gettare la spugna, ma devo dire di averle provate davvero tutte. Ho rilevato l'attività dai titolari storici sei anni fa con grande entusiasmo. E' un marchio storico di Cesena che esiste dal '91. Per abbattere i costi mi sono spostato dalla sede di via Savio 556 a quella attuale, in via Savio 21, ma neanche questo è servito".

Mattia è maestro d'arte orafa, e a 29 anni aveva deciso di seguire la sua passione di artigiano gioiellere, non prima di essersi rimboccato le maniche: "Ho fatto il postino, il magazziniere, la guardia di sicurezza al Museo San Domenico di Forlì e potrei continuare.."
Mattia è infatti forlivese
e aveva scelto appositamente Cesena per la sua avventura imprenditoriale perché considerata più "fertile" nel settore. "Si sono un pendolare anomalo - sorride Mattia - amo Forlì, è la città in cui vivo ma ho sempre ritenuto Cesena economicamente più forte, specialmente in questo settore. Per questo con il mio diploma all'istituto d'arte di Forlì mi ero buttato in questa attività proprio qui".

Tra un cliente e l'altro, le ultime settimane sono da svuota tutto con sconti del 50% e oltre, il 35enne spiega i motivi della chiusura. E sono quelli che affliggono purtroppo tanti commercianti e piccoli imprenditori. "Il problema è che i costi di gestione sono molto alti, si accumulano debiti su debiti, io non sono nato ricco e l'aiuto della famiglia non può essere all'infinito. Fornitori, Inps, Iva sono fardelli impossibili da sopportare per una piccola attività, e si vanno ad aggiungere ad affitto, utenze, si crea un circolo vizioso da cui mi sono liberato".

Infatti Mattia non ha affatto l'aria abbattuta o depressa, ma guarda già al suo prossimo progetto. "Grazie all'aiuto di un amico lavorerò in un negozio di strumenti musicali, il Dragon Music di Forlì,  la chitarra è la mia seconda grande passione. E non abbandonerò neanche la mia indole di artigiano, in un laboratorio privato effettuerò riparazioni di gioielli".

Mattia, a mente fredda, spiega con rammarico i motivi della chiusura di attività come le sua: "C'è la concorrenza difficile da fronteggiare dei centri commerciali, e soprattutto di Internet. La gente è attratta dal low cost ma finisce per farsi fregare, online comprano zirconi per diamanti, poi magari vengono qui per la riparazione. E' impossibile continuare a fare l'artigiano in un mondo a cui le persone non interessa più l'arte ma solo cose fatte in serie, evidentemente a molti piace di più essere uguali a tutti gli altri, piuttosto che avere qualcosa di unico per essere unici, il mio obiettivo era quello, ma ho fallito". 

Il 35enne conclude con una riflessione: "Una volta questa era la città dell'oro, oggi la crisi si sente, basta fare un giro su questa via per vedere tanti negozi sfitti. Il piccolo commerciante o artigiano è destinato a chiudere, si è perso quel rapporto fiduciario con i clienti, che comunque ringrazio e che aspetto in queste ultime settimane. Poi per me inizierà una nuova sfida".
 

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