Volantinaggio in nero per 12 ore, pakistano sfruttava clandestini

Dagli approfondimenti successivi è emerso che tutti svolgevano da mesi quel tipo di attività lavorativa senza alcun contratto di lavoro, lavorando nella distribuzione dei volantini dalle 8 alle 12 ore al giorno

Redazione 2 agosto 2012

Dopo il controllo effettuato martedì nei confronti di alcuni stranieri che distribuivano volantini pubblicitari in città, con l’accertamento dello stato di clandestinità di uno di loro, gli uomini del Posto di Polizia di Cesenatico e della Squadra Mobile di Forlì hanno proseguito negli accertamenti e approfondimenti per verificare la reale portata dello sfruttamento dei lavoratori, individuando la sede della ditta nella quale erano impiegati gli stranieri.

Scoperta a Longiano, lungo la via Emilia, anche l’abitazione dove il titolare alloggiava i propri dipendenti. Qui, alle prime ore del mattino di mercoledì, è stato effettuato un accesso da parte della pattuglia della Squadra Mobile e di altre due pattuglie del Posto di Polizia. All’interno vi erano 9 uomini, di età tra i 20 ed i 50 anni,  tutti di nazionalità pakistana, che al momento dell’accesso si erano da poco risvegliati ed erano in procinto di iniziare l’attività lavorativa.

Dei nove lavoratori controllati, tre erano irregolari in quanto clandestini. Dagli approfondimenti successivi è emerso che tutti svolgevano da mesi quel tipo di attività lavorativa senza alcun contratto di lavoro, lavorando nella distribuzione dei volantini dalle 8 alle 12 ore al giorno, con un salario giornaliero di 25-30 euro comprensivi di vitto e alloggio, forniti dal datore di lavoro o comunque oggetto di trattenuta dal salario giornaliero (5 euro per il pasto, 200 euro al mese per l’alloggio).

I lavoratori venivano suddivisi in tre squadre, che a bordo di altrettanti furgoni partivano ogni giorno al mattino presto e dopo avere caricato dai 15 ai 20 mila volantini pubblicitari presso una azienda della zona, gestita da un italiano, si recavano nelle zone indicate dal committente, che cambiavano ogni giorno.

La paga era diversificata a seconda del ruolo: 25 euro per i distributori porta a porta, dai 30 ai 50 euro per i conducenti dei veicoli- Si è anche accertato che la ditta è proprietaria di altre tre veicoli, che al momento non sono nella sua disponibilità poiché sottoposti a vincoli amministrativi in mancanza delle condizioni prescritte dal codice della strada (ad esempio, mancata revisione). Gli inquirenti ipotizzano che in passato i lavoratori impiegati in queste condizioni fossero più numerosi.

L’abitazione controllata ha evidenziato pessime condizioni igienico/sanitarie, i letti erano, in realtà, materassi buttati a terra, ed i servizi igienici del tutto carenti, vi erano cibi avariati sparsi in qua e là ed un forte odore nauseante. Al termine dell’attività di accertamento i lavoratori clandestini (uno di 50 anni, l’altro di 29) sono stati denunciati per “irregolare permanenza nel territorio nazionale” e accompagnati alla Questura di Forlì per le procedure connesse all’espulsione.

Ben più gravi i reati contestati al datore di lavoro (S.M., di 36enne pakistano residente a Savignano, con precedenti specifici nell’ambito dell’utilizzo di manodopera clandestina) e ad un suo parente che organizzava il lavoro  in assenza del primo (M.M. di 38 anni, anch’egli residente a Savignano, incensurato): dovranno rispondere di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, reato che prevede una pena fino a cinque anni di reclusione per chi, al fine di trarre ingiusto profitto, favorisce la permanenza nel territorio nazionale di persone senza titolo di soggiorno.

Inoltre, per il datore di lavoro, verrà ipotizzata anche un’altra violazione penale, connessa alla cessione di immobili, a scopo di lucro, in favore di persone senza titolo di soggiorno, oltre che numerose violazioni di carattere amministrativo e fiscale collegate all’impiego di lavoratori senza contratto di lavoro.
 

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