Infezioni da ricovero, diversi casi anche a Cesena. La Lega lancia l'allarme

Secondo i dati forniti alla Lega dalla direzione generale dell'Ausl e relativi al 2016, "su un campione di 1.825 pazienti ricoverati in 148 reparti, 133 sono stati ritrovati affetti da almeno un'infezione correlata all'assistenza"

Se non è un allarme poco ci manca. Negli ospedali in Romagna ci si ammala. Secondo i dati forniti alla Lega dalla direzione generale dell'Ausl e relativi al 2016, "su un campione di 1.825 pazienti ricoverati in 148 reparti, 133 sono stati ritrovati affetti da almeno un'infezione correlata all'assistenza (Ica), il 7,3%". Spicca in negativo Ravenna con "62 degenti, l'11% rispetto al valore totale". E come rimarca il consigliere regionale, Massimiliano Pompignoli, "moltissimi casi sfuggono". Sono infatti stati sorvegliati 1.825 pazienti su 2.290. Dunque, argomenta il leghista, "465 degenti non hanno acconsentito a essere ispezionati".

L'AUSL CHIARISCE: "FENOMENO SOTTO CONTROLLO"

Le infezioni piu' frequenti sono quelle respiratorie, 1,8% dei pazienti studiati, seguite dalle infezioni del sito chirurgico, 1,4%, quelle urinarie, 1,2%, le batteriemie, 1,1%, per chiudere con le infezioni gastrointestinali, 0,7. Appunto "la situazione e' particolarmente grave a Ravenna", dove dei 547 pazienti sorvegliati sugli 855 totali, 62, cioe' l'11%, sono stati ritrovati affetti da almeno un'infezione correlata all'assistenza. "Un dato gravissimo" rispetto a una media regionale dell'8%. A Cesena su 377 pazienti sorvegliati, gli stessi effettivamente presenti nei reparti, 31, l'8,2%. Fanno meglio Forlì con il 6,2%, 16 pazienti con Ica su 259, e soprattutto Rimini, 3,8%, vale a dire 23 pazienti con Ica sui 611 ispezionati. Pompignoli suona dunque "un pericoloso campanello d'allarme. Siamo di fronte a un mare magnum di dati che neppure l'assessorato alla sanita' sembra poter gestire con efficacia e che, cosa ancor piu' grave, non consente di elaborare un'adeguata strategia difensiva". 

Le infezioni correlate all'assistenza, conclude il leghista, richiederebbero "interventi specifici basati su dati correnti e puntuali e non su indagini quinquennali". Tuttavia la giunta Bonaccini "non sta facendo nulla per correre ai riparti. Le infezioni ospedaliere, se sottovalutate e non diagnosticate per tempo, possono diventare mortali". Anche perche' rispetto al 2012 "si riscontra un incremento di tutte le Ica, a livello regionale" del 16%. Quelle batteriemie addirittura del 54% mentre l'unico decremento e' stato registrato dalle infezioni urinarie, del 27%. (fonte Dire)

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