Stop alle trivelle a Torre del Moro, Bertani (M5S): "Spingere verso le rinnovabili"

Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S commenta la sospensione di 15 permessi di ricerca tra i quali c'è anche quello di Torre del Moro

C’è anche quello di Torre del Moro (che interessa i territori di Forlì, Cesena, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola) tra i 15 permessi di ricerca che il Governo sospenderà attraverso il Dl Semplificazioni: ad annunciarlo è Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che già in passato aveva chiesto a gran voce l’intervento della Regione per bloccare questo tipo di attività ritenuta un pericolo costante per il territorio, soprattutto legato al fenomeno della subsidenza.

 “Si tratta di un grande risultato raggiunto grazie alla sensibilità del Governo del cambiamento che in questo modo si dimostra molto attento alle esigenze dei nostri territori – spiega Andrea Bertani – Quello di Torre del Moro è un permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi che interessa un’area di oltre 100 km quadrati e che avrebbe avuto un impatto notevole sul nostro territorio. Con questa sospensione vogliamo difendere le vere ricchezze del nostro territorio restando al fianco dei suoi abitanti e di tanti agricoltori che hanno combattuto per valorizzare le nostre eccellenze enogastronomiche che non possono venire contaminate dalle deturpazioni introdotte con le trivelle. Insistere sulle ricerche e le estrazioni di idrocarburi, in particolare dove i giacimenti sono limitatissimi - in sé e rispetto ai fabbisogni energetici nazionali - non è una seria politica economica, ambientale o energetica, ma semplicemente archeologia industriale, dalla quale non verrà un euro di fatturato o un posto di lavoro in più". 

"Ecco perché - aggiunge Andrea Bertani - questo stop segna una svolta nella politica energetica: i posti di lavoro si creano, e si mantengono, solo con la forte spinta verso le rinnovabili e attraverso la sempre più urgente riconversione del settore. Per ogni miliardo investito in energia rinnovabile si possono creare fino a 13mila posti di lavoro contro i 1000/2000 circa delle attività di estrazione. Come maggioranza di governo abbiamo il dovere di portare avanti questa riconversione energetica con decisione, soprattutto davanti all’immobilismo della Regione che invece in questi anni ha saputo tutelare solo gli interessi legati al mondo delle trivelle, visto che l’Emilia-Romagna, da sola, conta nel proprio territorio quasi un terzo di tutte le autorizzazioni di ricerca e prospezione di tutta Italia” conclude Andrea Bertani.

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