La via Emilia diventa bandiera della lotta alle discriminazioni

Per una settimana la via Emilia diventa bandiera della lotta alle discriminazioni. Dal 17 al 23 marzo, infatti, si terranno più di 40 iniziative tra Rimini e Piacenza in occasione della Settimana d’azione contro il razzismo

Foto tratta dal web

Per una settimana la via Emilia diventa bandiera della lotta alle discriminazioni. Dal 17 al 23 marzo, infatti, si terranno più di 40 iniziative tra Rimini e Piacenza in occasione della Settimana d’azione contro il razzismo. A darne notizia, il consigliere regionale PD, Tiziano Alessandrini. «Sono tantissimi gli appuntamenti organizzati dalla rete regionale contro le discriminazioni – spiega il consigliere – con un finanziamento di 90 mila euro della Regione e dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri».

Alle iniziative in programma – tra presentazioni di libri, esposizioni di fotografie, spettacoli teatrali, proiezioni di corti, dibattiti e musica dal vivo – si aggiungono quelli organizzati all’interno di Geco2 (acronimo di “Giovani evoluti e consapevoli”), tra i quali uno spot contro le discriminazioni in sette lingue e un docu-film (“Il paese di papà”) per promuovere il dialogo interculturale, e il convegno “TogethER against racism” (sabato 23 marzo a Bologna), rivolto alle associazioni e ai gruppi di giovani di origine straniera dell’Emilia-Romagna. Sempre a Bologna, il 21 marzo dalle 9 alle 13 in viale Aldo Moro 50, la Regione ha organizzato il seminario “Rom e Sinti: discriminazioni, diritti e inclusione”.

A Forlì venerdì 22 marzo alle 11 nella Facoltà di Scienze Politiche si terrà la conferenza con gli studenti universitari "Possa il tuo ricordo essere amore. La storia di Ovadia Baruch: dalle persecuzioni nazi-fasciste al razzismo e alle discriminazioni di oggi" e, la sera, l’incontro con l’autore del libro “Imbarazzismi”, dal quale la Rete Together ha tratto uno spettacolo teatrale. «In questa fase delicatissima di crisi e disoccupazione c’è il forte rischio che si riaccendano atteggiamenti ostili e discriminatori contro i più deboli – conclude Alessandrini -. Iniziative come queste servono a tenere viva l’attenzione su questi temi, per prevenire episodi di esclusione e sofferenza. La Regione Emilia-Romagna ha colto subito questo stimolo, indirizzando i suoi sforzi in questa direzione».

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