"Una scelta di 'rottura' in solitudine", la senatrice Bianconi tra i 'dissidenti' del Pdl

La senatrice Laura Bianconi è tra i deputati in forza al Pdl che ha annunciato e firmato il proprio sostegno al Governo. E' tra i 23 dissidenti

La senatrice Laura Bianconi è tra i deputati in forza al Pdl che ha annunciato e firmato il proprio sostegno al Governo. Ma è in buona compagnia visto che gli altri colleghi sono Naccarato, Compagna, Bilardi, D'Ascola, Aiello, Augello, Caridi, Chiavaroli, Colucci, Formigoni, Gentile, Giovanardi, Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Sacconi, Scoma, Torrisi, Viceconte, L.Rossi, Quagliariello. Il governo Letta ha incassato la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari.

Il colpo di scena è stata la clamorosa retromarcia di Silvio Berlusconi:" il Pdl - ha affermato il Cavaliere in aula - vota con la maggioranza. Un dietrofront "non senza interno travaglio", ha ammesso l'ex presidente del Consiglio, visto che il gruppo del Senato mercoledì mattina aveva deliberato il contrario. Tale certifica nei fatti la resa di Berlusconi ai cosiddetti dissidenti.

Bianconi precisa "che la scelta di continuare a sostenere il Governo Letta non è stata frutto di tatticismi o di calcoli di convenienza. Per me le ragioni che hanno fatto nascere questo governo ci sono ancora tutte e hanno la loro origine nella necessità, alla luce della difficile situazione economica, di stabilizzare il quadro politico. Nessuna delle ragioni che avevano determinato la nascita di questo governo è, a mio parere, venuta meno. L’alleanza per il bene del Paese che Silvio Berlusconi ha invocato all’indomani delle elezioni ha ancora la sua ragione d’essere e, come allora, è chiaro che l’obbiettivo è quello di una normalizzazione del quadro politico nella prospettiva di un rafforzamento del centrodestra, anche in funzione di un futuro appuntamento elettorale che ci veda competitivi e alternativi alla sinistra".

"C’è un filo logico che lega gli avvenimenti che hanno portato a rinnovare la fiducia al Governo Letta - prosegue l'esponente del Pdl -. Per solidarietà con il mio leader che, oggettivamente, è da anni oggetto di un accanimento giudiziario senza pari, avevo condiviso la scelta di un gesto simbolico ed eclatante, ma di alta valenza politica, come quello delle dimissioni dei parlamentari del Pdl, che però non metteva in discussione il sostegno al Governo. Diversa è stata invece la mia reazione a quanto maturato nella riunione tenutasi ad Arcore sabato scorso, quando un ristretto gruppo di rappresentanti del Pdl ha deciso di estromettere il Segretario Alfano, senza il minimo confronto con i diversi livelli e organi del partito2.

"Allora, in solitudine, ho deciso che era necessario fare una scelta di “rottura”, anche se questo avesse comportato un giudizio negativo su di me e il rischio di un’espulsione dal partito. Nei giorni scorsi ho poi trovato altri amici che condividevano come me la necessità di tutelare e sostenere il nostro leader ma non a scapito di quella stabilità politica che oggi più che mai è necessaria per il Paese, per le famiglie, per chi lavora, per i giovani - ha chiosato Bianconi -. Questa spontanea aggregazione di rappresentanti del Pdl, probabilmente inaspettata nelle proporzioni che ha raggiunto, ha spiazzato le scellerate velleità di chi voleva utilizzare le dolorose vicende personali del Presidente Berlusconi per minare la stabilità del Governo".

"Il concitato susseguirsi di colloqui e telefonate delle ultime 24 ore hanno trovato la loro conclusione nella dichiarazione di voto del Gruppo Pdl, pronunciata dallo stesso Silvio Berlusconi. Il “guizzo” con cui ha riportato la barra al centro segna il capolinea di tutti questi mesi in cui falchi e colombe vivevano in universi paralleli - ha concluso Bianconi -. Difficile dire che cosa accadrà adesso, le ferite sono profonde e ci vorrà tempo e pazienza perché si rimarginino. Di certo io sono e rimarrò berlusconiana e sosterrò tutte le iniziative per tutelare un leader che come nessun altro è stato così pervicacemente oggetto di attacchi giudiziari e che per questo ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo.

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