Galliani amarcord a Cesenatico: "Il Milan mio e di Berlusconi nacque con Sacchi"

Il senatore di Forza Italia: "Perché in Romagna? Mi evoca i bei ricordi della mia gioventù a Riccione"

Foto Dalmo

Un Adriano Galliani a 360 gradi, quello andato in scena all'Hotel Miramare di Cesenatico, dove il senatore di Forza Italia e amministratore delegato del Monza calcio, è arrivato per tirare la volata ai candidati forzisti per le prossime elezioni regionali del 26 gennaio.

In primis perché Galliani in Romagna? "E' stata una mia iniziativa, io che non sono certo romagnolo, ma sono nato a Monza. I romagnoli mi stanno molto simpatici, ma soprattutto mi ricordo i tempi della mia gioventù a Riccione, prima mi sono venute due lacrimucce. Se il centrodestra vince le elezioni in Emilia Romagna, - arringa Galliani - al 99% cade il governo nazionale". Poi l'attacco al governo giallo-rosso: "Ha messo due tasse che colpiscono in modo particolare questa Regione, la tassa sulla plastica in Emilia Romagna che è il distretto degli imballaggi. Poi la tassa sullo zucchero, l'ultimo zuccherificio che c'è in Italia è proprio in provincia di Bologna".

VIDEO: Galliani ricorda i tempi del Milan e parla di Berlusconi

Nel suo lungo discorso Galliani ha rimarcato come "il centrodestra non può prescindere da Forza Italia che è l'anima moderata e liberale. Ricordiamoci la generosità di Berlusconi che lasciò il governatore della Lombardia e del Veneto ad una Lega che aveva il 4%".
Poi è tempo di amarcord con Galliani che racconta praticamente una vita insieme a Silvio Berlusconi: "Ci siamo conosciuti nel 1979, ero un piccolo imprenditore di Monza nel ramo dell'elettronica, la mia azienda faceva apparati per la trasmissione e la ricezione di segnali televisivi. Berlusconi mi fece entrare in società con lui. Mi chiese se ero in grado di fare tre reti televisive e io risposi di sì".

Poi il senatore di Forza Italia ripercorre le quattro vite di Berlusconi: "La prima è stata quella di costruttore, con l'intuizione di costruire Milano 2, una vera e propria città agli inizi degli anni '70. Poi la seconda vita nella televisione, capì che era una cosa ben diversa dei giornali, e che doveva avere le stesse dimensioni della Rai, riuscì dove tutti gli altri editori avevavo fallito. Ma il momento amarcord riguarda soprattutto il calcio: "Nel 1986 abbiamo deciso di comprare il Milan e di mettere in panchina un romagnolo che si chiama Arrigo Sacchi, e non aveva mai allenato in serie A. Questa fu la grande intuizione di Berlusconi".

Davvero tante le curiosità: "Si inventò gli esercizi spirituali in un ex convento, dobbiamo diventare il primo club del mondo disse, vincemmo in serie scudetto, Coppa dei Campioni, per poi diventare campioni del mondo. La quarta vita di Berlusconi è quella da politico, dopo 'Mani Pulite' che fece fuori la Democrazia Cristiana, lui capì che si era aperto un grande buco al centro. Ci disse faccio un partito (Forza Italia) e vincerà le prossime elezioni". Galliani chiude con un aneddoto: "La stessa sera che il Milan vinse ad Atene col Barcellona 4-0, ci fu la votazione per la fiducia al Senato: Berlusconi diventò contemporaneamente presidente del Consiglio in Italia e campione d'Europa con il Milan".

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