Fusione dei Comuni, Morrone (Lega) critico: "Così non va"

Per l'esponente del Carroccio "l'incontro non ha convinto nessuno sulla bontà dei percorsi seguiti finora, né ha chiarito alcuni passaggi cruciali"

"Fusioni dei Comuni, così non va". E' quanto afferma il segretario della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone, intervenuto lunedì pomeriggio ad un incontro organizzato dal Bagno di Romagna, Marco Baccini, alla presenza dell'assessore regionale Emma Petitti, del parlamentare Marco di Maio e della senatrice Mara Valdinosi. Per l'esponente del Carroccio "l'incontro non ha convinto nessuno sulla bontà dei percorsi seguiti finora, né ha chiarito alcuni passaggi cruciali. Anzi, gli imbarazzi e i balbettii dei relatori di fronte ad alcune mie tesi hanno dato credito alla richiesta di una urgente e profonda revisione della normativa regionale in materia”.

Morrone ha evidenziato che la Lega Nord, anche in Regione, "sta chiedendo a gran voce una nuova normativa che assicuri la volontà popolare e le scelte dei singoli Comuni, che non si traduca in annessioni forzose e, di fatto, irreversibili di Comuni e che i vantaggi siano concreti e provati e non solo sulla carta". "Le decisioni - aggiunge - devono essere ponderate e i cittadini devono essere messi al corrente molto per tempo e con estrema trasparenza dei vantaggi e degli svantaggi. In caso contrario, le scelte non potranno che risultare falsate dalla volontà dei partiti, e, in particolare, del Partito democratico, che sta spingendo sull’acceleratore delle fusioni senza tuttavia riuscire a dimostrarne inoppugnabilmente i vantaggi e i risparmi. Non è poi concepibile che, attraverso le attuali modalità, i cittadini di un Comune possano decidere per quelli di un altro. In questo modo infatti le fusioni diventano annessioni obbligatorie anche per i Comuni i cui abitanti non le hanno condivise e questo mi sembra il contrario di un processo partecipativo".

"Il Partito democratico e la Giunta regionale devono tener conto del grande dissenso che serpeggia anche tra loro sindaci, che amministrano piccoli Comuni, sulle fusioni obbligatorie che, di fatto, cancellano storia e autonomia comunale, ma rischiano di accelerare l’indebolimento del tessuto sociale di aree magari già svantaggiate - conclude il segretario romagnolo del Carroccio -. Dunque, sì alla condivisione dei servizi fra comuni limitrofi e alla razionalizzazione dei servizi per ottimizzare le risorse, ma procedere con i piedi di piombo sulle fusioni. I Comuni, infatti, non dobbiamo mai dimenticarlo, sono le istituzioni più vicine alla gente, l’ossatura e il punto di riferimento anche storico del nostro territorio".

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