Castellucci (Pd): "Europa necessaria, solo uniti non si scompare di fronte ai nuovi giganti"

"Salvini ministro della Comunicazione, sua la responsabilità delle scelte e delle mancate scelte del Paese"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

L'esponente del Partito Democratico in Consiglio Comunale Sebastiano Castellucci fa una riflessione sul "metodo" politico del ministro dell'Interno Matteo Salvini e del governo, e più in generale sul momento che sta attraversando l'Europa. "Il ministro della 'Comunicazione' Salvini - dichiara Castellucci - ha un’opinione su tutto ciò che capita nel mondo: politica, diplomazia, economia, etica, sanità, religione, sport, gossip, vita privata e coscienza pubblica. Ha sempre la risposta pronta e ha l’incredibile fortuna di trovarsi sempre dalla parte della ragione. Sono continuamente - ed inesorabilmente - gli altri a sbagliare, che siano Gattuso, Juncker, Di Maio, il Capo dello Stato o il Papa".

"Dal momento che il Governo, - prosegue Castellucci - e quindi le scelte strategiche del Paese, sono affidate a Salvini, che ha colmato il vuoto politico lasciato dai Cinque Stelle, capaci solo di epurarsi tra di loro e mandare a quel paese gli avversarsi, le responsabilità delle scelte o delle mancate scelte sono del capo della Lega. Ed è sintomo forse del poco rispetto che noi Italiani abbiamo verso lo Stato che accettiamo e anzi acclamiamo un vice premier che fino a qualche anno fa era tra le fila di coloro che del Tricolore avrebbero fatto lo stesso uso della carta igienica. Il concetto, l’idea di Patria e al contempo la salvaguardia dei simboli identitari e delle tradizioni, piccoli o grandi, che caratterizzano gli Italiani nelle singole regioni da Nord a Sud sono stati per troppo tempo lasciati nelle mani della destra".
Secondo il Pd cesenate "Occorre invece difendersi sì da una globalizzazione massacrante. Ma bisogna farlo in modo intelligente, non ponendo i poveri contro altri poveri in una sorta di battaglia destinata ad avere solo perdenti. E bisogna farlo in una prospettiva europea. Dobbiamo infatti essere consapevoli che le decisioni politiche ed economiche che incidono sulla vita del mondo stanno scivolando sempre di più verso Paesi di cui sappiamo a malapena le capitali e che fino a qualche decennio fa erano dittature. In termini economici e demografici, siamo destinati a perdere rilevanza se le cose rimangono come sono o anzi vengono aggravate da governi che perseguono il consenso elettorale ogni giorno".

L'analisi del consigliere comunale del Pd è molto chiara: "La dimensione europea è una necessità, perché solo uniti non si scompare di fronte ai nuovi giganti del mondo come Cina, India, Indonesia o Brasile. L’Unione Europea va certo cambiata, anche profondamente, ma non va distrutta e presa a picconate: altrimenti le nuove generazioni si troveranno a vivere in un’Europa (e quindi in un’Italia) fatta di ricordi del passato e non di prospettive future".

Castellucci vede "segnali nel mondo che sembrano lasciare intravedere, finalmente, crepe in questo neoliberismo sfrenato, allucinato e allucinante, che spolpa le persone e le considera solo consumatori e non cittadini. Senza allusioni rivoluzionarie, che lasciano il tempo che trovano, è unanimemente arrivato il momento di ragionare su come cambiare le direttive su cui muove il mondo. Fino ad allora, le forze progressiste e moderate sono destinate a perdere, perché di fronte alle forti ingiustizie e agli squilibri evidenti, le soluzioni semplici e facili confortano gli animi di chi, ogni giorno, è più esposto e si sente schiacciato dai problemi. Col paradosso che molti di questi problemi, come la globalizzazione senza regole, sono stati causati da forze politiche oggi vincenti nel mondo, e destinatarie della fiducia proprio delle fasce di popolazione più colpite e più fragili". 

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