Casali (Libera Cesena): "Tari, ma quale calo? In verità è aumentata ancora"

"Aumenta dello 0,61% rispetto all’anno passato e rispetto al 2014 è aumentato del 10,83%. In sostanza Hera anche quest’anno vuole quasi 100 mila euro in più"

“Aumenta il costo del servizio generale per i rifiuti. Questa è la verità. Aumenta dello 0,61% rispetto all’anno passato e rispetto al 2014 è aumentato del 10,83%. In sostanza Hera anche quest’anno vuole quasi 100 mila euro in più per portare via i rifiuti e spazzare le strade. I roboanti comunicati della Giunta PD, che dicono che la Tari diminuisce, sono pre-verità elettorali. La triste conclusione è che il nostro compagno di viaggio, Hera, tutti gli anni aumenta il costo del servizio in barba alla stasi inflattiva”: è la presa di posizione di Marco Casali, capogruppo in Consiglio di Libera Cesena, l'opposizione di centro-destra.

“Dove sta quindi l’inghippo fra quello che la Giunta afferma e la realtà?”, chiede Casali. “La tassa dei rifiuti, come è noto, è composta per una parte dal servizio di smaltimento vero e proprio (circa 85%) e il rimanente è rifinito dai classici orpelli fiscali e aggiunte varie. In quest’ultima parte troviamo alcune voci che sono fluttuanti nel corso del tempo. Una delle più importanti corrisponde agli insoluti. Non tutti sanno infatti che se io non pago la Tari a pagarmela saranno comunque tutti gli altri cittadini.  Hera ovviamente non si assume nessun rischio. Dal 2014 questa cifra è diventata mostruosa, tant’è che ad oggi, nei bilanci somma a 3,2 milioni di euro. Poi c’è anche l’attività di recupero e cioè quella parte che il Comune con la sua azione antievasione recupera. Dal 2013 il nostro comune ha recuperato quasi 570 mila euro (e qui va dato merito alla struttura comunale del risultato). Ma è proprio su queste voci aggiuntive che la nostra amministrazione ha costruito quella risicata diminuzione della tassa (1,63%). Cioè sulle partite relative all’evasione ma non sul costo del servizio”.

Conclude Casali: “L’amara conclusione è purtroppo quella dell’anno scorso: nonostante la differenziata sia estesa a tutta la nostra città il costo non diminuisce. Dove finiscono quindi tutti le buone pratiche dei nostri cittadini che instaurano ormai quotidiani referendum famigliari su come differenziare l’imballaggio composito? Molto semplice: finiscono nei dividendi che tutti gli anni Hera stacca ai propri soci e quindi al Comune di Cesena (quasi 2 milioni di euro). E questi quasi 2 milioni sono le tasse occulte che ci prelevano ogni volta che portiamo l’umido in strada o le plastiche e carta nei contenitori dedicati. Questa è l’amara e ingiusta verità. Va bene che Hera è la dea del matrimonio, ma è ora di divorziare, chiedendo anche i danni! Ma forse anche lo stesso Comune di Cesena, che nomina suoi delegati nel consiglio di amministrazione Hera non è poi così d’accordo e subisce di tutto, pur di mantenere in piedi un matrimonio che fa acqua da tutte le parti”.
 

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