Ballottaggio, Rossi ci crede: "Ballano tanti voti. Loro hanno perso 7mila elettori in 5 anni"

Il candidato sindaco del centrodestra a caccia di voti: "Ci sono le civiche e un 30% di astenuti. Apparentamenti? Ho aperto dei tavoli ma non compro le persone"

"I numeri non mi dispiacciono proprio per niente, è un momento chiave per Cesena". Sono ore importanti per Andrea Rossi e tutto il centrodestra cittadino, che riunito nel quartier generale di via Zeffirino Re, prepara la strategia per il ballottaggio, ma è anche tempo di analizzare un po' di numeri.

"In 5 anni, se prendiamo le comunali del 2014 - esordisce il candidato sindaco del centrodestra - siamo passati da circa 8mila voti a oltre 17mila, in pratica abbiamo raddoppiato i consensi. Sento una grossa responsabilità, ci sono quasi 18mila cesenati che hanno creduto in noi". Poi Rossi guarda in casa del centrosinistra: "Loro in 5 anni hanno perso a Cesena 7mila voti, registrano un - 34%. Se una mia azienda registrasse un -34% di fatturato sarei preoccupato".

Rossi sottolinea come "La nostra è una coalizione eterogenea e democratica, è normale che la Lega la faccia da padrone col 20% ma vorrei sottolineare un dato che è quasi passato inosservato , la civica Cambiamo ha fatto l'8,5%, ha preso quasi gli stessi voti di Cesena Siamo Noi e M5S". L'imprenditore e leader del centrodestra cesenate è ovviamente proiettato al ballottaggio: "Ballano tanti voti, il 9% di CSN, il 9% del M5S, e poi c'è un 30% di astenuti, da andare a stimolare e sensibilizzare".

Poi arriva un'analisi della differenza di consensi presi dal centrodestra cittadino tra europee e comunali: "Ci sono circa 4mila voti in meno, persone che alle europee hanno votato noi, e alle comunali magari hanno scelto liste civiche, non sono voti ideologizzati". Rossi non si sente battuto in partenza, anzi: "Arriviamo al ballottaggio con un risultato sopra le aspettative, farò una campagna elettorale all'attacco, meno comizi e più porta a porta, andrò a casa della gente". Poi annuncia ma non svela novità comunicative, ci sarà un restyling dei manifesti. "Mi ringiovanirò anche io -scherza Rossi che conia un nuovo slogan - 'Cesena può cambiare, adesso si può fare'. La palla passa ai cittadini, loro hanno in mano il destino della città, la partita è aperta".

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Impossibile non affrontare il tema apparentamenti: "Ho aperto dei tavoli con altre liste, e a breve tireremo le somme, ma non compriamo le persone e non vendiamo assessorati, vogliamo conquistare con i progetti. Questo è un territorio complicato, spostare i voti non è semplice perché spesso c'è una commistione di interessi".

A breve Rossi potrebbe già giocarsi qualche carta svelando qualche assessore: "Punteremo su persone di qualità. Il risultato di Enrico Castagnoli? Ha stupito anche me, gli do un bel 10. Potrebbe essere un buon assessore alla famiglia? Ni".

Poi un'analisi sull'exploit cittadino della Lega che nel 2014 era al 3%, oggi al 29% (europee), 20% (comunali). "Non è solo un voto di protesta, non sminuiamolo, forse vuol dire che Cesena è più libera e si sta svegliando. La nostra non è una politica del no, è fatta di tanti progetti e proposte". Infine un appello ai giornalisti: "Siate trasparenti perché è un momento cruciale per la città, i cittadini siano libero di cambiare se vogliono".

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