Un excursus a tutto tondo su Giovanni Pascoli a "C’era una volta il libro"

Tra i banchi di Pievesestina sarà possibile ammirare le opere tutte edite da Nicola Zanichelli (Bologna)

"Romagna solatia, dolce paese", con queste parole Giovanni Pascoli celebra la sua terra con un amore ricambiato oggi anche da una mostra a lui dedicata. Sarà ospitata all’interno della fiera “C’era una volta il libro” (in programma a Cesena sabato e domenica), che dedica una collaterale a uno dei massimi esponenti della letteratura italiana, nonché tra i personaggi più illustri del pantheon della Romagna. La mostra “Udìa tra i fieni allor allor falciati […] un lungo interminabile poema”, a cura del Museo di Casa Pascoli di San Mauro Pascoli, porta a Cesena Fiera l’essenza della poetica di Pascoli esponendo alcune delle sue opere principali in rare edizioni degli anni venti e trenta.

Tra i banchi di Pievesestina sarà possibile ammirare le opere tutte edite da Nicola Zanichelli (Bologna): Canti di Castelvecchio del 1924; Nuovi Poemetti (1927); Odi e inni 1896-1911 (1925); Poemi italici e Canzoni di Re Enzio (1928); Poemi del Risorgimento (1925); Primi Poemetti (1904); Poesie varie di Giovanni Pascoli raccolte da Maria (1923). Poemi conviviali (1928); Pensieri e Discorsi (1920); Canti di Castelvecchio (1921) e Myricae edita da Arnoldo Mondadori nel 1943.

Un excursus a tutto tondo nelle opere del poeta del Fanciullino che mette in luce il legame indissolubile tra l’autore e la sua terra d’origine. Nato a San Mauro di Romagna nel 1855, paesaggio, immagini e profumi legati alla vita sammaurese costituiscono la prima fonte di ispirazione per la sua poesia che negli anni si allarga ad abbracciare le tendenze più innovative del Simbolismo europeo e si definisce nell’opera Fanciullino.

La vendita della casa paterna, avvenuta nel 1880 a seguito della scomparsa di entrambi i genitori, lascerà segni indelebili nella sua poetica riscontrabile in opere come La cavalla storna o il 10 agosto, in cui il nido è concepito dal poeta come rifugio dal turbine doloroso della vita. Una mostra da non perdere per scoprire un Pascoli che con l’immediatezza delle parole sa rendere le emozioni della realtà che lo circonda. “C’era una volta il libro” ospiterà anche una seconda mostra collaterale: La Sgorbia di Pietro Parigi, dedicata ad uno tra i maggiori xilografi italiani del Novecento. 

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