Borgo Narrante: Gianfranco Miro Gori racconta l'omicidio irrisolto di Ruggero Pascoli

  • Dove
    Palazzo della Rocca
    Indirizzo non disponibile
    Roncofreddo
  • Quando
    Dal 27/11/2019 al 27/11/2019
    21.00
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Mercoledì 27 novembre ore 21,00 si tiene il secondo appuntamento della neonata rassegna Borgo Narrante. Un appuntamento  in lingua romagnola, di fatti romagnoli che in realtà riguardano tutta Italia, l’omicidio, ancora irrisolto di Ruggero Pascoli, padre di Giovanni Pascoli. Un Poema scritto in lingua romagnola da Gianfranco Miro Gori, poeta, saggista, storico e letterato che generosamente valorizza il comparto culturale del suo territorio, con lui sul palco del Palazzo della Rocca Lorenzo Scarponi, Elisa Angelini e Mirko Catozzi.

Il 10 agosto del 1867 Ruggero Pascoli è ucciso in un'imboscata. Il delitto, che risuona nell'immortale poesia di suo figlio Giovanni, resta impunito. Negli anni che seguono, vengono pubblicate molte ricerche e avanzate diverse ipotesi sulla sua genesi e modi. L'ultima indagine storica in ordine di tempo, "Il complotto" di Rosita Boschetti, risale a pochi anni or sono. Alla vicenda si riferiscono i monologhi che saranno letti al Palazzo della Rocca che sono in parte frutto d'invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali. In particolare i monologhi dei presunti assassino e mandante - come s'è detto mai identificati dagli inquirenti - si fondano in larga parte sulla tradizione orale tramandata fino a oggi a San Mauro Pascoli, che non ha riscontro nei documenti. Miro Gori, Lorenzo Scarponi, Elisa Angelini daranno voce ai cinque brevi monologhi che corrispondono ad altrettanti "contrappunti". A "E' mórt 'mazè" ("Il morto ammazzato") "E' garzòun" ("Il garzone"; nella realtà Ruggero Pascoli, in genere, si faceva accompagnare da un suo dipendente che aveva un ruolo certo superiore a quello di garzone). A "L'asasòin" ("L'assassino") "L'asasòin dl'asasòin" ("L'assassino dell'assassino"). A "La vèdva" ("La vedova") "Al surèli" ("Le sorelle"). A "I urfan: la Ghita e Giacòun" ("Gli orfani: la Margherita e Giacomo"; che erano i maggiori) "I fradél" ("I fratelli"). A "E' mandènt" ("Il mandante") "I samauróis" ("I sammauresi").

Ingresso a offerta libera.

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