Trevi, per uscire dalla crisi cede il comparto Oil&Gas al colosso indiano

Il Gruppo ha sottoscritto un accordo vincolante con il colosso indiano Meil, per il trasferimento del settore Oil&Gas

Arriva una buona notizia nell'ambito della vicenda che riguarda la crisi del Gruppo Trevi, l'azienda cesenate delle costruzioni attiva in tutto il mondo, situazione che tiene col fiato sosperso circa 800 lavoratori del territorio. Il Gruppo ha sottoscritto un accordo vincolante con il colosso indiano Meil, per il trasferimento del settore Oil&Gas.

Una mossa con cui il Gruppo Trevi, gravato da un consistente indebitamento, vuole risollevarsi dalla crisi. "I contratti sottoscritti con il Gruppo Meil - scrive in un comunicato l'azienda - prevedono un enterprise value - su base debt free - di 140 milioni di euro, soggetto ad alcuni aggiustamenti al verificarsi di determinati eventi, incluse le eventuali variazioni di capitale circolante delle società della Divisione Oil&Gas rispetto al valore preso come riferimento ai fini della valutazione. La dismissione, prevista dal piano industriale del Gruppo Trevi già approvato dalla Società, rappresenta parte integrante della manovra di ristrutturazione del debito disciplinata dagli accordi di cui si dirà nel prosieguo. L'esecuzione dell'accordo di compravendita è subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, incluse, tra l'altro:  il perfezionamento da parte dei venditori di alcune operazioni infragruppo funzionali al trasferimento al Gruppo Meil di tutti gli asset oggetto della cessione su base debt free, l'omologa dell'accordo di ristrutturazione dei debiti del Gruppo Trevi ai sensi dell'articolo 182-bis della legge fallimentare; il mancato verificarsi di eventi negativi rilevanti prima della data del closing che, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, è ragionevole ipotizzare possa intervenire entro la fine del corrente esercizio".

Molto importanti anche alcune intese che Trevi ha siglato con le banche finanziatrici, con i soci Fsii Investimenti Spa e Polaris.
"Un accordo di investimento - comunica Trevi - con il quale gli azionisti Fsii e Polaris hanno assunto nei confronti della Società impegni di sottoscrizione dell'aumento di capitale in opzione per 130 milioni di euro deliberato dal Consiglio di Ammministrazione della Società lo scorso 17 luglio 2019, per 77,5 milioni complessivi. L'accordo stabilisce impegni di lock-up in relazione alle azioni sottoscritte in sede di sottoscrizione dell'aumento di capitale, che avrà durata di 12 mesi successivi alla sottoscrizione delle azioni.  Il contratto di nuova finanza (con il quale alcune banche finanziatrici si sono impegnate a concedere un nuovo finanziamento a Trevi e Soilmec per far fronte alle esigenze di liquidità del Gruppo Trevi nell'attuazione dell'Accordo di Ristrutturazione e del relativo piano industriale, per un importo massimo di 41 milioni di euro dei quali 12 milioni saranno messi a disposizione già prima dell'omologa dell'Accordo di Ristrutturazione, subordinatamente alla concessione da parte del Tribunale dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 182 quinquies della legge fallimentare",

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