Natale col sorriso per i commercianti: vendite in aumento per il 36%

“Il 68% del campione intervistato - interviene il presidente della Confesercenti Cesenate, Armando Casabianca – ha segnalato l’impennata delle vendite negli ultimi giorni ed un ulteriore 26% nell’ultima settimana

“Non possiamo parlare di ripresa stabilizzata dei consumi e non sarà ricordato dai commercianti come un grande Natale ma registriamo qualche segnale positivo e un’inversione di tendenza”. Lo dichiara il direttore della Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi, commentando la rilevazione telefonica effettuata lunedì fra 120 operatori commerciali del territorio cesenate volta ad indagare l’andamento delle vendite natalizie. “I dati riscontrati a consuntivo delle vendite natalizie – prosegue Gozi – confermano sostanzialmente le aspettative di vendita. I buoni incassi degli ultimi giorni e della settimana prenatalizia non permetteranno di salvare un anno difficile ma rappresentano una boccata d’ossigeno per le imprese. Indagando i dati, il 36% dichiara vendite maggiori rispetto al 2014 (lo scorso anno era solo il 21%), il 43% uguali (52% nel 2012) ed il 21% minori (28% nel 2014)”.

“Fra le imprese che hanno dichiarato un aumento delle vendite – spiega il direttore della Confesercenti Cesenate - il 56% ritiene che niente potrà condizionare le feste natalizie ed il 40% rileva che tradizionalmente c’è una concentrazione di acquisti in questo periodo”. “Gli esercizi che hanno diminuito le vendite – continua Graziano Gozi - attribuiscono principalmente il dato alla peggiore situazione economica (72%) e allo scarso potere di acquisto dei salari (24%)”. “Il 68% del campione intervistato - interviene il presidente della Confesercenti Cesenate, Armando Casabianca – ha segnalato l’impennata delle vendite negli ultimi giorni ed un ulteriore 26% nell’ultima settimana. Il miglior andamento segnalato è del comparto alimentare, con particolare interesse per i prodotti del territorio. Un fenomeno correlato ai tradizionali cenoni ma anche alla scelta di fare regali con prodotti alimentari di qualità. Positiva, limitatamente alle giornate natalizie, anche la presenza nei ristoranti”.

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“Si chiude un anno difficile per il commercio al dettaglio – dice Casabianca – dove alla indiscutibile difficoltà economica delle famiglie si associa un carico fiscale sulle imprese spropositato. A questo si aggiunge la componente psicologica: restano intatte le preoccupazioni legate alla stabilità delle condizioni di lavoro in numerose famiglie e questo induce a ridurre i consumi. Il pagamento dell’IMU e altre imposte nel periodo natalizio, inoltre, hanno condizionato l’atteggiamento di molti consumatori”. “Per le categorie maggiormente coinvolte – conclude Casabianca – confidiamo ora nella possibilità offerta dai saldi di fine stagione che inizieranno il prossimo 5 gennaio. Una grande opportunità che molti consumatori stanno aspettando anche se sono sempre più numerose le attività commerciali che hanno avviato operazioni promozionali prima del Natale”. 

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