Gli artigiani del Rubicone chiedono di mettere freno allo stillicidio della burocrazia

"Il Rubicone - affermano il presidente Fabrizio Brigliadori e il responsabile Bruno Dellamotta - resta un solido distretto di piccole imprese ma la crisi di questi anni si è fatta sentire anche perché molti nodi sono restati irrisolti"

Bruno Dellamotta

Gli artigiani del Rubicone chiedono di mettere freno allo stillicidio di adempimenti burocratici che rendono il fare impresa un attraversamento continuo dei gironi infernali.  Un problema annoso che si aggrava ancora di più nonostante promesse e proclami di agire sulla semplificazione. Se ne parlerà domani sera lunedì alle 20.45 a Savignano, nella sede Confartigianato in via Damiano Chiesa 2 in un incontro nell'ambito del road show promosso da Confartigianato cesenate nel territorio.

"Il Rubicone - affermano il presidente Fabrizio Brigliadori e il responsabile Bruno Dellamotta - resta un solido distretto di piccole imprese ma la crisi di questi anni si è fatta sentire anche perché molti nodi sono restati irrisolti, a partire  dalla concorrenza sleale in particolare dei cinesi nei confronti delle aziende contoterziste. Le imprese regolari, dal canto loro, sono vessate da una serie di adempimenti senza tregua con controlli che fanno scaturire sanzioni per errori formali. Chiediamo dunque di ridurre il carico degli adempimenti a tutti i livelli, dal nazionale al locale. Con la legge di stabilità il numero di comunicazioni  e delle pratiche da smaltire a carico delle imprese artigiane è ancora aumentato e crescerà ancora di più nel 2018. Un peso pari a settemila euro di costi l'anno con più 30 adempimenti fiscali per chi non ha dipendenti fino a 90 per le aziende più strutturate".

"Grazie all'impegno di Confartigianato siamo riusciti a conseguire minori tasse ed incentivi a partire dalla introduzione del principio di cassa per le società di persone in contabilità ordinaria che permetterà alle imprese di pagare l'Iva sono nel momento in cui le fatture vengono incassate - proseguono -. Persiste però un carico burocratico abnorme, a tutti i livelli, dal nazionale al locale, un peso che rischia di diventare insostenibile sia in termini di costi, sia in termini di tempo. Gli imprenditori dovrebbero occuparsi di produrre e vendere prodotti e servizi, concentrandosi su quello che può generare valore ed occupazione. Nell'incontro illustreremo anche i risultati dell'azione svolta da Confartigianato nei confronti del Governo, che ha portato a definire alcune importanti novità per le imprese in termini di minori tasse e incentivi: oltre alla contabilità semplificata "per cassa", è importante rimarcare la nuova finalità degli studi di settore che da strumento di accertamento diventa un indicatore di indici di affidabilità fiscale, la proroga della detrazione del benefici fiscali del 50% e 65%".

"Anche a livello territoriale - aggiunge il presidente Brigliadori - le piccole imprese pilastro del distretto produttivo del Rubicone in uno dei territori a più alto tasso di imprenditorialità diffusa del Paese, chiedono più sostegni per lo sviluppo.  Alle amministrazioni e ai partner istituzionali chiediamo inoltre azioni di sostegno alle imprese, sui versanti fiscale, tributario e delle politiche di promozione dello sviluppo e un particolare sforzo orientato alla salvaguardia della sicurezza bene primario per la comunità dei cittadini e delle imprese". "In questo contesto - mette in luce il responsabile Dellamotta - caratterizzato da complesse problematiche, Confartigianato, al centro di un processo di rinnovamento nell'interpretazione della sua mission associativa, si pone sempre più come organizzazione partner d'impresa, attrezzata ad accompagnare sul mercato interno ed estero chi intraprende con una gamma sempre più ampia di servizi, progetti e iniziative".

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