Città Metropolitana di Romagna, Confartigianato: "Sì, ma con dei distinguo"

E' la posizione del comitato comunale Confartigianato di Cesena, presieduto da Pietro Manuzzi

Città Metropolitana diffusa della Romagna? "Sì, ma con dei distinguo". E' la posizione del comitato comunale Confartigianato di Cesena, presieduto da Pietro Manuzzi. "Se la “metropoli della Romagna” avesse solo uno scopo difensivo, rispetto allo strapotere di Bologna metropolitana e al rischio di ulteriore penalizzazione delle periferie - rimarca il presidente del comitato Manuzzi -, il progetto avrebbe un respiro corto. Se la metropoli della Romagna fosse solo un nuovo contenitore, lasciando invariati gli attuali livelli istituzionali, non si farebbe altro che aumentare i costi senza alcun reale vantaggio. Serve invece un progetto politico che, sulla base di indubbie identità storiche, culturali e sociali dei nostri territori, definisca chiaramente gli obiettivi del nuovo assetto istituzionale. I quali, affinchè siano condivisi dai romagnoli, non potranno che avere due valenze: diminuzione dei costi di gestione della cosa pubblica e maggiore efficienza dei servizi ai cittadini e alle imprese". 

"Un progetto quindi che abbia il coraggio di ridefinire e ridurre i centri di potere a livello locale - aggiunge Manuzzi - che abbia nello stesso tempo la capacità di mantenere un sistema di sportelli amministrativi vicini ai cittadini e di concentrare le funzioni di back office e i necessari livelli decisionali di area vasta. Bisogna essere consapevoli che questa strada comporta la condivisione di strumenti di gestione amministrativa, come quello della pianificazione territoriale e dei regolamenti edilizi".

"In una ricerca di qualche anno fa commissionata da Confartigianato di Cesena alla Facoltà di Architettura di Cesena, emerse a proposito un quadro di estrema di estrema parcellizzazione - chiosa Manuzzi -. Ogni Comune ha il proprio regolamento edilizio, diverso da quello del Comune vicino. Ciò non potrà essere compatibile con la prospettata metropoli della Romagna. Con la quale, altro esempio, si dovrebbero affrontare in maniera uniforme le politiche della costa romagnola, in termini di sviluppo turistico e di infrastrutture necessarie. L'occasione è fornita dalla costituenda "destinazione turistica della Romagna". 

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"E, sulle scelte strategiche come la viabilità (vedi il caso della E55 e il collegamento veloce Cesena-Forlì), le fiere e gli aeroporti, gli amministratori romagnoli - chiede il presidente del comitato comunale Confartigianato di Cesena - sono pronti a rinunciare al campanile in favore di una visione romagnola che, di caso in caso, sia capace di valorizzare le migliori attitudini delle comunità locali? Questa è la vera sfida per costruire nei fatti la Città metropolitana diffusa della Romagna". 
 

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