Ecco CesenaLab, dove i giovani imprenditori delle nuove tecnologie realizzano la loro impresa

CesenaLab vuole permettere ai giovani che hanno buone idee imprenditoriali, di metterle in pratica. Luciano Margara, presidente di CesenaLab, presenta la struttura, piena di opportunità per i giovani più dinamici, specialmente per quanto riguarda le tecnologie digitali e su internet.

E' una realtà da poco nata in città e si pone l'obiettivo di dare ali ai giovani imprenditori delle nuove tecnologie. CesenaLab ospita circa una trentina di neo-imprenditori che sono stati giudicati meritevoli di un sostegno da parte di questa struttura realizzata dal Comune di Cesena, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dall'Università di Bologna. CesenaLab, in altre parole, vuole permettere ai giovani che hanno buone idee imprenditoriali, di metterle in pratica. Luciano Margara, presidente di CesenaLab, presenta la struttura, piena di opportunità per i giovani più dinamici, specialmente per quanto riguarda le tecnologie digitali e su internet.


Professor Margara, ci spieghi in termini semplici che cos'è CesenaLab.
Cesenalab è uno spazio pensato per essere al servizio dei giovani che hanno un progetto o un’idea innovativa da realizzare. Offre sia spazi di lavoro fisici sia il supporto di consulenti e professionisti che sappiano guidare i giovani attraverso le scelte più importanti. Cesenalab si occupa principalmente di startup legate ai temi del digitale, del web e dei new media. I team selezionati hanno a disposizione per 12 mesi tutto l’occorrente per completare il proprio progetto, realizzare il business plan ed avviare l’attività. Creare opportunità come Cesenalab è anche un modo per trattenere i giovani nel nostro Paese, evitando quella "fuga di cervelli” (o meglio fuga di imprenditori) che spesso porta le migliori energie italiane all’estero.
 

Lei sostiene che CesenaLab non risolverà i problemi della disoccupazione giovanile, ma è comunque una struttura necessaria, perché?
Perché favorendo la nascita di nuove imprese possiamo aumentare le possibilità di occupazione. Dobbiamo dare fiducia ai giovani, alle loro idee, alle loro intuizioni ed alla loro voglia di realizzarle. Fornendo strumenti e competenze possiamo sostenerli nell’avviare il loro progetto d'impresa e far si che non si lascino scoraggiare dalle prime difficoltà. Diventare imprenditore non è facile, ma il nostro Paese ha un grande potenziale da esprimere, Cesenalab è uno dei tanti strumenti che facilita questo processo. Se oggi, ogni giorno, quasi trenta ragazzi si recano a Cesenalab a lavorare, è perché vedono la possibilità di concretizzare qualcosa di importante: la loro impresa.
 
Quanti ragazzi ci sono al lavoro a CesenaLab, su quanti progetti? Quali sono quelli portati a termine?
Ad oggi Cesenalab ospita sei nuove imprese, dette startup, per un totale di circa trenta ragazzi. Abbiamo alcune richieste in fase di valutazione, presto potrebbero entrare nuovi gruppi di lavoro. I ragazzi che frequentano ogni giorno l’incubatore sono una trentina, hanno in media 27 anni. Alcuni progetti hanno fatto passi molto importanti nei mesi trascorsi a Cesenalab, possiamo dire con orgoglio che cinque di questi hanno costituito la propria società durante il periodo di accelerazione ed ora alcuni sono pronti a concludere questa fase per avviarne una nuova: cioè trovare una nuova sede indipendente.
 
Come sono i “vostri ragazzi”? Bamboccioni disorientati o gente determinata?
Sono indubbiamente persone determinate, ma non credo ci siano bamboccioni in giro, al massimo ragazzi che necessitano di sostegno e di persone competenti che li aiutino a vedere pregi e difetti dei propri progetti. Il nostro è un percorso di crescita sotto tutti i punti di vista: confrontandosi ogni giorno con il lungo ed articolato percorso di chi vuole avviare un’impresa, si cresce sia dal punto di vista delle conoscenze sia dal punto di vista umano. Per diventare imprenditori serve molta determinazione e tenacia, i progetti hanno bisogno di tempo per poter essere concretizzati, una delle nostre regole fondamentali è che non esiste fallimento, ma solo cadute da cui ci si rialza più forti di prima.
 
Cosa chiedono i giovani che vogliono mettere su una loro impresa? Ma anche cosa sono disposti a dare?
Come prima cosa i giovani chiedono un aiuto nell’analisi del potenziale della propria idea e nella valutazione dei costi di realizzazione. Spesso i luoghi comuni lasciano intendere che il mondo di internet e del digitale siano facili e a costo zero, ma chi li conosce sa che servono competenze e che ci sono costi da sostenere. Poi chiedono un luogo di lavoro, molti di loro portano avanti i loro progetti nel garage di casa o in luoghi improvvisati, avere una sede ed essere stati scelti da un incubatore dà maggior forza nei momenti in cui ci si presenta a potenziali investitori o si incontrano possibili partner commerciali. Poi chiedono competenze per realizzare il business plan, per scegliere il tipo di società, per cercare finanziamenti. Da parte loro i giovani offrono il loro tempo, il loro lavoro, la loro creatività e determinazione. Abbiamo incontrato giovani fantastici, decisi a realizzare il progetto a cui tengono ed a cui lavorano da tempo, a volte da anni. Alcuni hanno anche un altro lavoro, che gli permette di guadagnare il necessario per vivere, ma ogni secondo libero sia esso di notte, di domenica, di mattina presto, di festività si recano in sede per far crescere la loro startup, perché dentro di loro sono imprenditori e non mollano un secondo l’idea che gli arde in mente.

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