Rimini Summer Pride, "Il Comune di Cesena conceda il patrocinio gratuito"

Fondamenta ha recapitato la richiesta al sindaco Lattuca: "Sarebbe un segno di apertura verso la manifestazione"

"Oggi abbiamo inviato al Sindaco Enzo Lattuca, all’Assessore alla Cultura e all’Inclusione Carlo Verona e a tutto il consiglio comunale, una richiesta formale per concedere il patrocinio gratuito del Comune di Cesena al prossimo Rimini Summer Pride, il Pride della Romagna, che si terrà il 27 luglio sul lungomare di Rimini". La richiesta arriva da Luca Capacci e Elia Tosi, di Fondamenta-Cambiamo Cesena dal basso.

"Abbiamo scelto oggi, 28 giugno, perché ricorrono i 50 anni dai primi “moti di Stonewall” di New York, quando persone LGBT, in seguito a un decennio di discriminazioni e persecuzioni, cominciarono le prime mobilitazioni per il riconoscimento dei propri diritti. Col tempo, quei moti sono diventati delle manifestazioni mondiali, i “Gay Pride” intesi come “fierezza gay”, concetto opposto alla vergogna".

Fondamenta esprime una riflessione: "Purtroppo, ancora oggi ci sono molti paesi nel mondo in cui l’omosessualità è ancora un reato, punito con ammende, con la detenzione, l’ergastolo o, in alcuni casi, con la morte; in Italia sono ancora numerosissimi in Italia i casi di omofobia, declinati in vari modi (dall’attacco verbale  a violenze) e in diversi contesti (famigliare, scolastico, lavorativo). Anche Cesena non ne è immune, basti pensare alla macabra manifestazione organizzata da Forza Nuova in occasione della seconda unione civile in città".

"Nelle scorse edizioni, - proseguono Capacci e Tosi - diversi altri Comuni anche non della provincia di Rimini, come Ravenna e Cesenatico, hanno concesso il patrocinio alla manifestazione. Abbiamo chiesto quindi che anche il Comune di Cesena lo conceda, dando così un segno di apertura verso la manifestazione, verso le persone che parteciperanno (siano esse omosessuali, bisessuali o eterosessuali, poco importa), verso le famiglie arcobaleno ancora poco considerate e spesso discriminate (soprattutto i figli delle coppie), verso una comunità che lotta per vedere riconosciuti uguali diritti e doveri, e verso tutte le persone, perché i diritti civili sono diritti di tutti. Si tratta di un gesto piccolo ma ricco di importanza, di vicinanza e attenzione a tante persone per molto tempo ignorate e, purtroppo, ancora oggi discriminate. Si segnerebbe la grande volontà di avere una città e un territorio davvero inclusivo, per tutte e tutti".

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