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Addio al dirigente scolastico Gianfranco Zavalloni

Il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, e l'assessore ala Pubblica Istruzione, Elena Baredi, hanno espresso il cordoglio per la morte di Gianfranco Zavalloni, dirigente scolastico morto domenica a soli 54 anni

Il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, e l'assessore ala Pubblica Istruzione, Elena Baredi, hanno espresso il cordoglio per la morte di Ganfranco Zavalloni, dirigente scolastico morto domenica a soli 54 anni. "La morte di una persona amica ci coglie sempre impreparati e non ci sono parole adeguate per esprimere il senso di vuoto, il rimpianto per ciò che si è perso e per quello che non potrà più essere", esordiscono Lucchi e Baredi.

"E’ difficile condensare in poche righe quello che ha Gianfranco ha significato per quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo; per il mondo della scuola in cui si è impegnato con passione e intelligenza; per la città di Cesena, che lo ha visto consigliere comunale fra il 1985 e il 1986 e fautore dell’originalissima esperienza dell’Ecoistituto. Forse, il modo migliore per definirlo è uno solo: è stato  un ‘grande maestro’ - ricordano Lucchi e Baredi -. La sua intera vita è stata dedicata all’educazione, alla formazione, all’attenzione e alla cura per l’infanzia, per i giovani".

"Lo ha fatto come capo scout, come dirigente scolastico, ma soprattutto e prima di tutto come instancabile ed appassionato insegnante di scuola materna - continuano il sindaco e l'assessore -. “Per 16 anni ho giocato con i bambini dai 3 ai 6 anni” diceva lui stesso parlando di quella sua stagione lavorativa. E non bisogna prenderla come una battuta: per lui il gioco era una cosa seria, esattamente come lo è per i più piccoli, e per questo invitava gli adulti a far memoria della loro infanzia, per capire i bambini e i ragazzi e rispettare i loro ‘diritti naturali’, quelli che aveva così bene delineato all’inizio della sua carriera didattica".

"Anticipatore di suggestive idee pedagogiche, sostenitore instancabile di un pensiero originalissimo sulla Scuola e sull’istruzione, a Gianfranco Zavalloni dobbiamo prima di tutto l’averci sempre ricordato che solo adulti solidi  e consapevoli possono occuparsi di infanzia e che ogni politica, ogni cambiamento e ogni possibile nuovo orizzonte per il Paese e per le piccole e singole comunità, passano attraverso il confronto con altre culture e l’investimento sulla scuola - proseguono Lucchi e Baredi -. Lo ricordiamo, in uno dei suoi ultimi interventi pubblici, lo scorso maggio, in occasione della presentazione della mostra dedicata ad Alberto Manzi alla Biblioteca Malatestiana. Fu anche in quella occasione che l’amico Gianfranco ci testimoniò - a partire dal suo incarico a Belo Horizonte - la necessità di continuare ad investire sulla educazione e sulla istruzione".

"L’educazione alla creatività, il rispetto e la tutela ambientale, l’ascolto dei diritti dei bambini sono stati per Zavalloni i cardini del suo lavoro e della sua vita. E chissà quanto altro di bello avrebbe potuto fare se fosse rimasto ancora con noi - aggiungono il sindaco e l'assessore -. Per parte nostra, porteremo sempre nel cuore il suo ricordo e la  bella ed importante lezione di vita che ci ha sempre testimoniato. In questo momento doloroso siamo vicini alla mamma Verdiana, alla moglie Stefania, ai fratelli Raffaele e Daniele, ai familiari tutti, ed esprimiamo loro, a nome nostro e dell’intera Amministrazione comunale, sincere condoglianze".

Anche il Partito Democratico di Cesena esprime il più profondo cordoglio per la morte di Zavalloni. "La scomparsa di Gianfranco è una perdita dolorosa, per Cesena e per noi tutti - sottolinea il segretario territoriale Daniele Zoffoli -. Sopra ogni cosa perché perdiamo un amico, conosciuto grazie alla passione per la politica, che lo ha visto impegnarsi attivamente in difesa dell’ambiente e del territorio, anche in qualità di consigliere comunale. E poi perché perdiamo un punto di riferimento per le nostre scuole, alle quali ha dedicato tutto il suo impegno, come maestro prima e come dirigente poi. Gianfranco sapeva guardare il mondo con gli occhi di bambino, questa è la sua lezione più importante, e noi non la dimenticheremo.

"Ho appreso con dolore la notizia della morte di Gianfranco Zavalloni, di cui conoscevo da tempo l’attività e l’impegno di attento sostenitore della prospettiva della decrescita felice, fin da quando aderì dell’allora neonato movimento dei Verdi, nelle cui file era stato eletto consigliere comunale nel 1985 - esordisce Rita Ricci, presidente del consiglio comunale -. Allora si chiamavano tecnologie appropriate, perché così le chiamava Gandhi, così le chiamava Ivan Illich e così le chiamava Schumacher, “ma sostanzialmente. – lui affermava - l’approccio è quello"".

Continua Ricci: "Ho ben vivo il ricordo dell’entusiasmo con cui partecipò all’inaugurazione della mostra dedicata ad Alberto Manzi nel maggio scorso in Biblioteca malatestiana ed alla presentazione del volume di Piero Gridelli dedicato alla scuola locale nel periodo postunitario. Ma del resto, nella sua produzione letteraria, ma soprattutto nel suo impegno quotidiano, prima di insegnante e collega, e poi di dirigente scolastico, Gianfranco Zavalloni si è incessantemente prodigato per una la scuola creativa, aperta all'ecologia, alle lingue locali e alla multicultura. Chi lo avvicinava non poteva fare a meno di essere coinvolto dalla forza "positiva" che lo circondava,  e davvero mi auguro che quella sua grande passione ci possa ancora accompagnare nella ricerca incessante del bene, del bello, del giusto. In rappresentanza del Consiglio comunale di Cesena prenderò parte ai funerali che si celebreranno martedì alla Chiesa di S. Paolo".

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