Lotta alla siccità, Baccini: "Una nuova diga? No, serve rendere moderna la rete idrica"

Questo il pensiero del sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, commentando l'approvazione del sindaco di Verghereto, Enrico Salvi, all'eventuale costruzione di un invaso nel territorio di competenza

Per arginare un'eventuale emergenza siccità non occorre costruire una nuova diga, ma ammodernare le reti idriche già presenti. Questo il pensiero del sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, commentando l'approvazione del sindaco di Verghereto, Enrico Salvi, all'eventuale costruzione di un invaso nel territorio di competenza. Ragiona Baccini: "Il problema della scarsità futura della risorsa idrica sarà sempre più impellente e concreto nei prossimi anni e proprio per questo nel 2016 ho promosso personalmente il “Manifesto dell’Acqua per l’Area Vasta Romagna”. Un protocollo di intenti che è stato sottoscritto e condiviso da tutte le Unioni dei Comuni della Romagna, con lo scopo di sensibilizzare amministrazioni e cittadini sul tema del risparmio e del riuso della risorsa idrica, così come sollecitare lo studio di soluzioni alla carenza di acqua, connessa ai cambiamenti climatici e al progressivo invecchiamento della Diga di Ridracoli".

"Su quest’ultimo tema, Romagna Acque ha avviato in collaborazione con l’Università di Bologna uno studio dal quale emerge che una delle soluzioni più efficienti sarebbe quella di costruire piccoli-medi invasi in Appennino, tra cui uno in territorio di Verghereto ed uno in territorio di Bagno di Romagna, in zona Mandrioli - continua il primo cittadino di Bagno di Romagna -. Se l’amministrazione di Verghereto, però, si esprime favorevolmente, per quanto riguarda l’amministrazione di Bagno di Romagna invece la posizione è differente".

"L’ipotesi, infatti, ancora in fase di studio, seppur in grado di portare effetti positivi, tra cui la messa in sicurezza della risorsa idrica per i nostri cittadini e per la nostra economia agroalimentare, presenta tuttavia tutta una serie di criticità che a mio avviso vanno valutate approfonditamente e, soprattutto, vanno discusse con i cittadini - sostiene Baccini -. Tre degli aspetti maggiormente critici, che ci fanno assumere un atteggiamento di perplessità e preoccupazione di fronte a questa ipotesi, sono, da una parte, il fatto che l’invaso sarebbe proprio sopra le spalle della nostra Comunità, dall’altra, che andrebbe a interessare quella zona in cui si forma il bacino delle acque termali di Bagno di Romagna, ed infine che interesserebbe una zona naturalistica di pregio per il nostro territorio ove peraltro transita l’antica Via Germanica di Stade".

"Già questi due aspetti sono sufficienti a poter affermare da parte della nostra Amministrazione - prosegue Baccini - che l’ipotesi dell’invaso nei Mandrioli non sarà possibile se non dopo che tali aspetti saranno verificati e chiariti da parte di commissioni tecniche terze e indipendenti e, soprattutto, dopo un’ampia condivisione tra Amministrazione comunale e i cittadini che, a fronte di una decisione così strategica ed a lungo termine, devono avere un ruolo centrale e concreto. Certo, parlare di questo tema è oggi prematuro, ma questa è la posizione che intenderemo portare avanti".

"Peraltro, per il Comune di Bagno di Romagna potremmo intavolare un altro ragionamento, alternativo all’invaso e altrettanto valido in termini di approvvigionamento della risorsa idrica. Il nostro Comune, infatti - conclude Baccini rispetto ad altri territori, è ricco di numerose sorgenti idriche dalle quali sgorga acqua di ottima qualità, che non richiede impianti elettrici di pompaggio in quanto proviene a caduta, e che per quantità potrebbe essere sufficiente all’approvvigionamento del nostro tessuto socio economico anche per il futuro. Per noi, quindi il tema da discutere dovrebbe essere quello dell’ammodernamento delle reti e della distribuzione efficiente e controllata della risorsa, prima di studiare l’insediamento di invasi idrici".

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