"Cucine degli hotel pericolose", bufera su Barocci. Ravenna e Rimini si smarcano: "Non aggiungiamo falsi problemi"

I presidenti degli albergatori di Rimini e Ravenna commentano le incaute dichiarazioni del presidente di Adac Cesenatico, che hanno suscitato un polverone

Giancarlo Barocci

Uno 'scivolone' che ha suscitato un vespaio di polemiche. E' quello che ha visto protagonista Giancarlo Barocci, presidente degli albergatori Adac di Cesenatico. Qualche giorno fa Barocci, nel corso della trasmissione "Mi Manda Rai Tre" ha fatto delle dichiarazioni quanto meno incaute: "Dopo 48 anni chiuderò la cucina del mio hotel, perché è pericoloso per clienti e dipendenti", sfruttando il "delivery di pizzerie e piadinerie". Ma anche l'idea di "riservare due camere a ciascuna famiglia, una per dormire e una per consumare il pasto". Sullo sfondo ovviamente la stagione turistica, che dovrà fare i conti anche con le misure anti-Covid-19.

Un'uscita quella del numero uno di Adac, che è stata criticata duramente dagli albergatori cesenaticensi, pronti a ripartire in sicurezza. E pronti a sfruttare come ogni anno, uno dei pezzi forti delle strutture ricettive della Riviera, cioè l'offerta gastronomica. Qualcuno ha parlato di danno all'immagine della categoria, c'è chi ha invocato le dimissioni. 

Ma quale impatto potranno avere queste dichiarazioni sulle "cucine pericolose" di Barocci sul turismo di tutta la riviera romagnola, così legato a doppio filo tra le tre province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena? La collega riminese Patrizia Rinaldis, presidente Aia (Associazione Italiana Albergatori) mette subito in chiaro la sua posizione. “Barocci ha dichiarato che le sue parole non sono state contestualizzate, gli do la mia buonafede, sono esternalizzazioni personali, ma in generale sull’idea di chiudere le cucine degli alberghi perché pericolose dico assolutamente che non è così. Stendiamo un velo pietoso su questa faccenda e andiamo avanti. Vediamo di non essere noi il problema e non creiamone dove non ce ne sono. Dobbiamo sostenere chi aprirà perché lo farà con tutte le misure di sicurezza e grande coraggio. Deve essere una vacanza sicura, ma vacanza. E questo deve essere chiaro a tutti. In molti non apriranno le cucine, queste sono scelte aziendali, in base agli spazi e alle previsioni economiche. In tanti cambieranno il loro modello, saremo flessibili. Purtroppo lavoriamo sull’incertezza e chi valuterà che non conviene aprire le cucine per la sua attività si organizzerà diversamente, offrirà al cliente il territorio, magari con convenzioni con ristoranti o altre soluzioni".

Raffaele Calisesi, presidente di Federalberghi Ravenna parla di dichiarazioni che sono frutto di "nervi tesi". "E' un'uscita assolutamente non condivisibile - spiega Calisesi - probabilmente Barocci faceva un ragionamento ad ampio respiro. Io penso che se sono sicure le cucine dei ristoranti, lo saranno anche quelle degli alberghi. Quella del presidente Adac Cesenatico è stata evidentemente una provocazione, frutto del momento di incertezza che tutto il settore sta vivendo, e dei nervi tesi. Il vero problema è che noi non sappiamo se ripartiremo, in questo momento sono zero gli aiuti del governo e zero le prenotazioni. Non nascondo che c'è sconforto nel settore, e queste dichiarazioni probabilmente ne sono una conseguenza".

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