Festeggiata la Liberazione con Paolo Mieli: "Sempre più forti contro gli insulti"

"Ogni anno siamo più forti contro gli insulti di chi non riconosce il valore della Resistenza - ha preso la parola Paolo Mieli - e ogni anno l'animo di chi viene in piazza è sempre più quello di chi si prepara a una battaglia"

Oltre mille persone hanno preso parte alle celebrazioni per l'anniversario della Liberazione d'Italia che si sono svolte davanti al monumento ai Caduti della Resistenza, in viale Carducci. Una cerimonia partecipata più degli altri anni con un protagonista d'eccezione a ricordare l'evento, il giornalista e storico Paolo Mieli. "La nostra è una città che non dimentica - ha detto il sindaco Paolo Lucchi - il nostro 25 aprile non termina oggi perché davanti a chi vìola i valori che hanno portato alla libertà e alla democrazia bisogna farsi sentire ogni giorno. Va mantenuta alta la guardia. E oggi più che mai bisogna dire da che parte stiamo, se da quella di chi applaude agli striscioni inneggianti al fascismo e a politici che blaterano del 25 aprile come fosse un derby tra fascisti e comunisti o dalla parte di chi è morto e continua a battersi per la libertà".

"E' la festa di tutti, non dei 'rossi', come qualcuno vorrebbe che venisse intesa. In prima linea, a fare la Resistenza ci sono stati cattolici, repubblicani, monarchici, militari, sacerdoti. C'era anche un ciclista come Bartaliche con la sinistra non c'entra nulla - ha aggiunto il primo cittadino -. Va ricordato che a combattere contro il nazifascismo sono stati uomini liberali come Churchill e De Gaulle, non proprio estremisti di sinistra. Per questo Cesena ha scelto di non concedere spazi o luoghi pubblici a chi inneggia al fascismo, al nazismo o all'omofobia. E lo ribadiamo con convinzione. Qui chi non c'è posto per chi sfila con una bara da morto durante un'unione civile, qui non c'è posto per chi non ha rispetto della Storia e dei valori conquistati con la morte da chi ha fatto la Resistenza. Se siamo tutti più liberi lo dobbiamo anche a loro. Viva il 25 Aprile. Viva la Democrazia".

"Ogni anno siamo più forti contro gli insulti di chi non riconosce il valore della Resistenza - ha preso la parola Paolo Mieli - e ogni anno l'animo di chi viene in piazza è sempre più quello di chi si prepara a una battaglia. Sono sicuro che il prossimo anno, e mi candido già a venire a Cesena anche il prossimo 25 aprile, sarete ancora di più e con un animo ancora più forte. Perché dalla nostra parte c'è la ragione. La ragione sta con la tolleranza, con la libertà, con l'accoglienza dell'altro. Noi vinceremo perché chi insulta i valori della Resistenza questa superiorità non ce l'ha. Si presenta per toglierci la parola e la libertà. Si presenta per togliere, non per dare, e la ragione non è dalla sua parte, quindi non 'passerà'. Gli invasori che dobbiamo combattere non sono più militari sono invasori della mente ma noi, partecipando alle cerimonie del 25 aprile con questo animo battagliero, diamo un segnale forte e chiaro su dove sta la verità".

Dopo i discorsi è stata premiata Giorgia Ambrogioni del Macrelli, sezione grafica, che ha realizzato un disegno molto bello sulla resistenza e Romano Buratti ha donato a Cesena un quadro dal titolo "I martiri di Ponte Ruffio" ricordando con parole semplici ma molto suggestive quella tragedia in cui persero la vita otto ragazzi. La Banda 3Monti ha poi suonato "Bella Ciao", a cantare alcuni studenti della scuola media Anna Frank. 

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