Più donne nelle scienze, prof cesenate scelta per un viaggio scientifico in Antartide

E' stata scelta per una missione in Antartide insieme ad altre 79 donne nel mondo provenienti da 14 diversi Paesi. Si tratta dell'iniziativa australiana "Homeward Bound"

Spesso abbiamo in casa delle eccellenze che ci invidiano in tutto il mondo e non ce ne rendiamo conto. Una di queste è Elena Joli, cesenate doc, professoressa di fisica all'istituto per Geometri Garibaldi/Da Vinci, autrice e traduttrice di testi scientifici, scelta per una missione in Antartide insieme ad altre 79 donne nel mondo provenienti da 14 diversi Paesi. Si tratta dell'iniziativa australiana "Homeward Bound" nata nel 2016 da un'idea di Fabian Dattner, attivista e imprenditrice, che ha come obiettivo promuovere le donne nella scienza - hanno tutte un solido background scientifico - e puntare i riflettori sull'impatto che il cambiamento climatico ha sul globo.

E' la seconda spedizione. Lo scorso anno sono partite in 76, quest'anno in 80 e tra loro ci sono due italiane: Gaia Dell'Ariccia ricercatrice postdoc a Montpellier e la nostra Elena Joli. Il programma che intraprenderanno le 80 scienziate è all'avanguardia. "Il fatto che siamo donne scienziate - ha spiegato Elena Joli in un'intervista raccolta da Media Inaf (notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - può avere un impatto positivo sulle motivazioni o su eventuali vocazioni scientifiche al femminile: sicuramente, nel mondo scientifico-tecnologico, la componente femminile è sottorappresentata nelle posizioni di leadership".

La selezione internazionale è stata superata sia per la passione di Elena Joli per l'Antartide che per le competenze trasversali della professoressa cesenate (grande capacità comunicativa dovuta sia a doti innate che al Master in comunicazione della scienza conseguito alla Sissa di Trieste). Ma sembra che a far cadere la scelta su di lei sia stato anche un video di due minuti girato dal figlio e allegato al curriculum. Un mese fa a casa di Elena Joli è arrivato un pacco con tutto il necessario per affrontare il freddo antartico e lunedì è partita per la grande avventura. 

Resterà al Polo Sud circa un mese, un mese in cui dovrà lavorare gomito a gomito col gruppo di donne inglesi, neozelandesi e americane che si occupano di scienza del cambiamento climatico e dei suoi impatti. E la scuola? "I miei studenti sono molto felici per me, eccitati - ha riferito sempre a Media Inaf - Alcuni mi dicono “no prof io non ci andrei mai, è lontanissimo, fa freddo, è un viaggio molto lungo”. Altri invece hanno gli occhi che brillano, perché vedono il lato avventuroso, quindi davvero ci sono le proiezioni di ognuno di loro – e forse di noi – in questa mia missione. Da un lato sono dispiaciuti perché mi assento per alcune settimane, però sanno che tornerò con un bagaglio che poi sfrutteremo". Quindi che possiamo dire? Solo "forza prof", Cesena è tutta con te.

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