Luca de Pero confessa il perchè dello strappo con la Chiesa Cattolica

In una intervista, l'ex prete di Monte Cerignone, ora futuro sposo con in dote la scomunica del Vescovo Negri, spiega cosa ha trovato nei battisti e affronta il tema matrimonio

Alessandro Mazza 27 settembre 2011

In un mese ha cambiato Chiesa, si è attirato l’ira del Vescovo Negri che ha riportato in auge la scomunica e l’eresia, si è ribattezzato e ora pensa al matrimonio. Una piccola-grande rivoluzione quella di Luca de Pero, l’ex parroco di Monte Cerignone che, dopo lo strappo con la Chiesa cattolica, ha sposato la fede battista. In una intervista ripercorre i motivi che lo hanno portato a fare una scelta significativa.

Dopo il battesimo si prepara al matrimonio?
"Rispondo con una citazione: “Il vescovo sia marito di una moglie sola”. In questo momento non ci stavo pensando al matrimonio ma non sono uscito dalla Chiesa Cattolica perchè volevo sposarmi. Sarebbe stato più semplice dire che volevo sposarmi e trasferirimi al nord a lavorare con mia sorella ma la situazione è più complicata. Dico una cosa forte: "Avrei potuto nascondere una relazione come fanno in tanti, anche all'interno dell'istitutzione (la Chiesa, ndr), e restare dove ero”.

Perchè la decisione di cambiare Chiesa?
"E’ stata una scoperta spirituale. Leggendo la parola di Dio ho capito che c’era differenza tra quello che vivevo e quello che la parola di Dio diceva. Questa è stata la cosa fondamentale. La Chiesa, come diceva Lutero, è il raduno dei peccatori salvati dal Vangelo e non una struttura”.

Ha pensato che qualcuno può essersi sentito tradito dalla sua scelta?
“Mi sono posto il problema come penso che se lo sia posto Lutero davanti all’imperatore. I miei ragazzi non volevano che lasciassi, una parte di parrocchia sì. Per alcuni è stata una tegola anche se in molti erano preparati perchè lo sapevano già prima dell’annuncio”.

Come l’hanno presa?
"Nel video che metteremo su youtube si vede come l’hanno presa perchè in Chiesa c’era una forte emozione. Sapevo che qualcuno sarebbe venuto a registrare quello che dicevo e anche i battisti hanno pensato di fare una registrazione. L’hanno presa con grande emozione perchè si era creato un legame molto forte”.

Quindi qual è il suo modello di Chiesa?
“Come figura spirituale, alla Madonna preferisco la samaritana al pozzo. E' una peccatrice che incontra il signore e va in paese a riferire di aver parlato con qualcuno che ha detto qualcosa di sostanziale per la sua vita”.

La sua rivelazione è avvenuta durante il meeting di Cl, c’è un nesso?
“No, me lo hanno fatto notare dopo. Avevo ricevuto dal vescovo l’ingiunzione a lasciare la parrocchia e quella era l’ultima occasione per parlare con i ragazzi”.

Dopo le dichiarazioni del Vescovo Negri cosa ha provato?
"Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia fatto pressione sui bambini del paese per non venire al battesimo. Se un parroco, da come mi è stato riferito, dice dal pulpito che chi ha contatti con il sottoscritto rischia di non fare la Comunione fa pressione sociale ed è molto triste. Se ci fosse qui il Vescovo gli direi, Dio ti ama, Gesù Cristo ti ama e io ti amo. Fin da giovane ho apprezzato la figura di Martin Luther King che insegna a non rispondere ad atti aggressivi".

Secondo lei queste dichiarazioni da cosa sono giustificate?
“Non lo so, posso capire che sia contrario; per me gioca molto il fatto che non c’è amore e dialogo nell'istituzione che ho lasciato. Sapevo che uscendo dalla Chiesa Cattolica la sospensione e la scomunica sarebbero arrivate. Nelle accuse del Vescovo ho sentito risuonare parole medievali che leggevo sui libri come “Grave attacco  al cuore della Chiesa”. Poi... da Monte Cerignone un grave attacco al cuore della Chiesa (ride)”.

C’era bisogno di farsi pubblicità per queste funzioni come il battesimo?
"Secondo lei era necessario che Cristo annunciasse ciò che ha annunciato nel tempio dei farisei? Lo ha fatto per dare una testimonianza al padre e io l’ho fatto con questo spirito ma senza sentirmi Gesù Cristo".

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