Le associazioni: "Un secco no alle nuove misure di limitazione del traffico"

Un secco no alle nuove misure di limitazione del traffico contenute nella bozza dell’Accordo di Programma sulla qualità dell’aria, presentato e discusso martedì pomeriggio in Regione

Un secco no alle nuove misure di limitazione del traffico contenute nella bozza dell’Accordo di Programma sulla qualità dell’aria, presentato e discusso martedì pomeriggio in Regione. Questo il commento di Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna e di Confesercenti Emilia Romagna rispetto alla proposta, che prevede un inasprimento dei provvedimenti già adottati in questi anni.

“I blocchi del traffico non servono: sono solo una misura di facciata, che dopo 10 anni non si può più considerare “emergenziale” - dichiara il Vice Direttore di Confcommercio Emilia Romagna Pietro Fantini. L’ipotesi di estendere il blocco del traffico a più giornate è del tutto inaccettabile – prosegue Fantini. Come si fa a promuovere lo sviluppo delle città e dei loro centri storici con provvedimenti di questo tipo? Non solo queste misure non incidono in maniera strutturale su un contenimento reale e durevole dell’inquinamento atmosferico, ma sono fortemente penalizzanti ed inadeguate per le nostre città, aggravando una situazione già critica per le imprese commerciali e turistiche che operano nei centri storici”.

Il testo del nuovo Accordo non soltanto è peggiorativo per quanto riguarda il periodo di applicazione, dal momento che prevede l’attuazione di tutte le misure, compresi i blocchi del giovedì, fin dal primo di ottobre, ma presenta anche un forte inasprimento nell’entità delle misure, prevedendo l’estensione del blocco del traffico alla domenica, con la forte probabilità che si vada da un minimo di una ad addirittura tutte le domeniche di chiusura totale della circolazione.

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Per il Direttore di Confesercenti Emilia Romagna Stefano Bollettinari, queste misure saranno “un ulteriore elemento depressivo oltre al già pesante contesto economico, che andrà a colpire soprattutto  i centri storici che, pur essendo gli ambiti di eccellenza per il commercio, il turismo e per la stessa vita sociale, stanno diventando sempre meno accessibili. Invece di ridurre la mobilità delle nostre città occorrerebbe puntare ad un sistema di trasporto di standard europeo, risolvendo in modo strutturale il problema della qualità dell’aria con infrastrutture, sistemi di mobilità e di mezzi pubblici e privati a basso impatto ambientale e potenziando i parcheggi di attestamento nelle vicinanze dei centri cittadini”.

Forte contrarietà di Confcommercio e Confesercenti regionali anche "per la proposta di ampliamento delle zone a traffico limitato delle città inserita tra le misure gestionali dell’Accordo. Preoccupante la mancanza di proposte realmente alternative da parte della Regione. Ancora una volta nell’Accordo vengono replicate misure improprie e non risolutive, su cui sono ampiamente note le posizioni delle due Associazioni, che bocciano l’equazione automatica sforamenti PM10 con chiusura del traffico nei centri storici. Una scelta, giudicata sbagliata e fuori luogo, che da anni si concentra esclusivamente sui centri urbani e sulle loro attività, che diventano gli unici capri espiatori. E quest’anno, al danno si aggiunge la beffa: l’idea di chiedere a negozi e bar di tenere chiuse le porte di accesso per ridurre le dispersioni termiche".

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